Sciopero servizi pubblici, alta adesione nel tarantino. Le parole chiave di CGIL: qualità e dignità del lavoro

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Economia


Sciopero dei servizi pubblici. Adesione altissima (presenti anche una decina di lavoratori provenienti da Martina Franca, ndr) ma la guardia resta alta. Di seguito nota di CGIL Taranto:

Adesione altissima allo sciopero organizzato dalle categorie dei servizi pubblici dei sindacati, da Fp Cgil e da Filctem Cgil. Anche a Taranto si sono registrate medie di adesione dell’80% e in alcuni paesi della provincia jonica anche del 100%: «Palagiano, Manduria, Leporano, Monteiasi, Grottaglie, Mottola. Il servizio si è bloccato totalmente» spiega il segretario di Fp Cgil Taranto Cosimo Sardelli. Il motivo della manifestazione è la richiesta di abrogare l’articolo 177 del Codice degli Appalti, che permette alle aziende di esternalizzare fino all’80% del lavoro, con gravi danni in termini di diritti dei lavoratori ma anche di qualità dei servizi e di costi per i cittadini.

Spiega Cosimo Sardelli: «Si rischia la perdita di posti di lavoro e, nei casi peggiori, di perdita fino al 30% della retribuzione. I servizi pubblici devono essere garantiti con qualità e dignità del lavoro. Questo vale sia per i lavoratori che per i cittadini. L’esperienza ci insegna che col subappalto selvaggio aumentano i costi per i cittadini e peggiorano i servizi. Questa ondata di neoliberismo per noi è inaccettabile. Adesione altissima, nonostante non ci sia stato tempo di fare le assemblee. Non c’è democrazia senza giustizia». Alla manifestazione hanno aderito anche i lavoratori dei settori gas e energia, rappresentati dalla Filctem Cgil. Il segretario generale di Taranto della categoria, Giordano Fumarola, commenta: «L’articolo 177 è iniquo, perché colpisce le imprese che hanno garantito i servizi essenziali nei momenti bui della pandemia. Destrutturare il sistema delle imprese che curano i settori gas e energia, crea diverse difficoltà: la prima è la messa a repentaglio della tenuta di un sistema, poi c’è la questione relativa al dumping contrattuale, perché si creerebbero tipologie contrattuali differenti e quindi la corsa al massimo ribasso, mettendo a repentaglio la qualità del lavoro e i diritti dei lavoratori. Ragionare in termini di sicurezza e tutela è già molto complicato con le grandi aziende, figuriamoci cosa può significare tenere sotto controllo sicurezza e formazione nelle imprese piccole e piccolissime. Il nostro pensiero e quello dei lavoratori del presidio, va a quel lavoratore che ha subito un incidente proprio pochi giorni fa, impiegato proprio con Enel Distribuzione, che dimostra quanto sia delicato il servizio e quanta esperienza serve per affrontare determinati lavori». 

Al termine della manifestazione il capo di gabinetto del Prefetto di Taranto ha garantito che avrebbe informato il Governo sulle motivazioni dello sciopero. 

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