Regolamento del commercio. Città Nuova: amministrazione sorda e che ha eretto un muro sulla questione

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Economia


Dopo l’affondo di ieri di Forza Italia, con Michele Marraffa che ha parlato di abuso di potere e di conflitto di interesse di alcuni esponenti politici, arriva oggi il commento del gruppo consiliare di Città Nuova sull’ormai annosa questione del Documento Strategico del Commercio. I consiglieri Vincenzo Angelini, Marianna Maggi e Angelita Salamina parlano esplicitamente di un vero e proprio muro opposto dall’Amministrazione Ancona sulla questione:

Sembra di essere al Gioco dell’oca: si riparte dalla casella del “Via”: il Consiglio Comunale (o meglio la maggioranza), dopo mesi di discussioni, di commissioni rinviate e di diffide ha dato un generico indirizzo alla Giunta ad avviare l’esatto iter per il nuovo Documento Strategico del Commercio. 

Poco importa se quello attuale contiene norme lesive del principio di libera concorrenza, poco importa se l’Avv. Sciscioli, consulente del Comune, abbia espresso un parere legale diametralmente opposto a quello reso dall’Ing. Mandina, poco importa se la competenza a disciplinare questa materia appartiene proprio al Consiglio Comunale: la maggioranza ha deciso ancora una volta di non decidere e di prendere tempo su una questione che ha delle innegabili ripercussioni sull’economia di questa città.

Un’amministrazione che non ascolta più nessuno, né i consiglieri comunali, né i propri consulenti e neanche i cittadini, che fino a pochi minuti prima dell’inizio della seduta protestavano dinanzi a Palazzo Ducale per chiedere maggiori attenzioni e agevolazioni sulla Tari, considerati i periodi di chiusura forzata di tante attività commerciali.

Dall’opposizione noi avevamo proposto di valutare la possibilità sancita dal Decreto Sostegni bis di creare un fondo con risorse comunali per poter far pagare il tributo alle utenze non domestiche per i soli giorni di effettiva apertura, ma siamo rimasti inascoltati.

Neanche la proroga concessa dal Governo fino al 31 luglio è bastata a convincere la maggioranza della necessità di valutare più attentamente la questione delle agevolazioni.

L’impressione è che si sia eretto un muro, ma non ci si accorge che dietro quel muro sono rimasti in pochi.

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