La Terra ha finito le sue risorse naturali annuali. Oggi è l’Overshoot Day, ma interessa a qualcuno?

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Società


Oggi è l’Earth Overshoot Day 2021 (Giornata del Sovrasfruttamento della Terra) e da oggi l’umanità vivrà a “credito” avendo esaurito interamente le risorse rinnovabili prodotte in un anno dal pianeta. In soli 7 mesi abbiamo consumato risorse per un anno intero e per i mesi restanti manteniamo il nostro deficit ecologico attingendo alle risorse locali e accumulando anidride carbonica nell’atmosfera. Per soddisfare i nostri consumi a livello globale abbiamo bisogno di 1,7 pianeti terra.

Quest’anno l’Earth Overshoot Day torna a cadere a luglio, quasi un mese in anticipo rispetto al 2020, quando il covid ci aveva dato una piccola mano a consumare di meno. Dicevano che ne saremmo usciti migliori e che avremmo forse capito quanto la terra avesse bisogno di prendersi delle pause dagli esseri umani. Le immagini degli animali che si riprendono il loro spazio ci aveva portato a commuoverci, almeno sui social. Erano belli i delfini nel porto, o gli scoiattoli in città. È bastato riaccendere tutto per tornare quelli che eravamo. Produrre e consumare, perché no, anche viaggiare. Magari nello spazio.

L’Earth overshoot day viene calcolato dal Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale di ricerca che monitora in che modo l’umanità sfrutti le risorse naturali, così come i danni ambientali che comporta.

L’organizzazione, fondata dall’ambientalista svizzero Mathis Wackernagel, ha messo a punto un sistema di misurazione che permette di stabilire la data esatta in cui il bilancio ecologico del pianeta va in rosso. Il sistema prevede una divisione tra la biocapacità del pianeta (offerta) e l’impronta ecologica umana (domanda), moltiplicando poi il risultato per 365 (i giorni dell’anno). Quando la domanda supera l’offerta il pianeta va in rosso, entra in deficit ecologico e le società devono soddisfare i bisogni umani “attraverso un’ulteriore intensificazione dello sfruttamento delle risorse (come la pesca intensiva) emettendo più Co2 nell’atmosfera”.

L’Italia purtroppo è una delle peggiori per consumo di risorse naturali, per soddisfare la domanda dei residenti dovremmo moltiplicare per 5 il nostro territorio.

Per noi l’Overshoot Day quest’anno è caduto il 13 maggio, più di un mese fa. Da quella data, noi italiani, siamo in debito con la Terra. Se in tutto il mondo si registrasse lo stesso livello di consumo di risorse raggiunto nel nostro Paese, servirebbero quasi tre Terre (per la precisione 2,8) per soddisfarne la domanda.

Ma interessa a qualcuno? O siamo tuti distratti dalla nuova moda del turismo spaziale dei super ricchi Branson, Musk e Bezos? Dovremmo sapere però che i loro costosissimi giocattoli ci costano caro perché non tengono conto dell’impatto ambientale. Se un viaggio in aereo da Copenaghen a Dubai ci costa (circa) 6 mq di ghiaccio artico, ogni loro viaggio, compresi tutti i tentativi finiti in mare o esplosi, ci costa più o meno 1800 mq di ghiaccio. Vale la pena salire fin lassù per vedere poi sciogliersi i ghiacciai?

Ogni volta che apriamo una finestra dovremmo pensare che quello che abbiamo dinanzi agli occhi potrebbe cambiare per sempre da un momento all’altro. Basta un capriccio per tagliare un albero, per sostituire il verde naturale con il grigio del cemento. Un tempo l’uomo si adattava all’ambiente per sopravvivere, da un po’ ha deciso di trasformare l’ambiente circostante in base alle proprie esigenze. Questo ci ha portato a credere che ogni cosa è lecita, anche tagliare un albero perché al mattino ci infastidiscono gli uccellini e il loro interminabile cinguettio. Dicono che lo sviluppo di un paese dipenda da quanti cantieri riesca ad aprire e a mantenere aperti. Quanti alberi vale un parcheggio? Quanto suolo vale un edificio costruito in zona agricola? Quanto vale la riqualificazione di un quartiere che non tiene conto delle esigenze ambientali? Sono domande che dovremmo iniziare a porci ogni volta che vediamo aprire un cantiere.

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