Se qualcuno di voi bravi lettori ha provato a prenotare per fare una carta di identità al Comune di Martina Franca, si sarà accorto che il primo appuntamento utile è a diversi giorni. Se diamo per scontato che il sistema funzioni bene, significa che è stato calcolato un tempo minimo per la produzione del documento, mezz’ora circa, e quindi esiste un limite al numero delle prenotazioni giornaliere. Il problema, però, è l’inspiegabile numero di prenotazioni. È possibile che a tanti martinesi sia scaduta la carta di identità, quasi contemporaneamante?
Siccome a pensar male si fa peccato, ma a volte si azzecca, come diceva quel volpone di Andreotti, formuliamo una ipotesi che qualora fosse confermata, sarebbe la dimostrazione che nell’ombra agiscono personaggi di basso cabotaggio ma la cui azione rovina e rallenta la vita di tutta la popolazione.
Ecco l’ipotesi. Facciamo il caso che il sistema di prenotazione online non tenga conto dell’indirizzo IP del computer con cui viene fatto, e dà per buona qualunque prenotazione, allora sarebbe possibile, con un paio di click, prenotare in blocco tutti gli slot disponibili e quindi allungare i tempi. Non sono vere prenotazioni, ma è come mettere tanti cappelli sulle poltrone per occupare la fila. Poi quando arriva l’amico, o chi chiede un favore, magicamente quel cappello si toglie e c’è posto. Così potrebbe avvenire con le carte di identità. È possibile che qualche furbetto abbia prenotato tutti i posti a disposizione per poi offrire il “favore” a chi chiedeva di anticipare le prenotazioni. Se questo furbetto magari dispone di un CAF, o di una sorta di servizio di consulenza, la situazione sarebbe sistematica. Ma fin qui è una furbata che avvantaggia solo lui. Se il caso volesse che questo furbacchione si facesse anche pagare per “togliere il cappello”, allora è opportuno ricordare a chi ci legge che gli unici soldi che servono per la carta di identità riguarda le marche da bollo.
Ovviamente la nostra è solo un’ipotesi, ma la cui veridicità sembra trovi fondamento. Sembra che i funzionari comunali abbiano verificato le prenotazioni e almeno trenta di queste sono state fatte con un’unica mail e un unico numero di telefono. Un servizio che dovrebbe essere aperto a tutti diventa così una sorta di privilegio offerto a pochi. Così non va. Non va.

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