Siija, un debutto targato Valle d’Itria

*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

E’ da poco uscito il brano “Dormi e nuota”, scritto col Maestro Paolo Palazzo. Il debutto della ventunenne alberobellese Silvia Fiume in arte Siija.

Ciao Siija, anzitutto perchè questo nome d’arte?

Ero con il Maestro Paolo Palazzo, che mi ha aiutato nella realizzazione, composizione e arrangiamento del mio brano ”Dormi e nuota”, e pensavamo ad un nome d’arte. Mi sono quindi fatta ispirare da un ricordo con mia sorella, che da piccola mi chiamava Sija, il cui suono ricorda molto la cantante Sya. Pertanto l’ho cambiato aggiungendo un’altra ”i” anche perchè mi piace molto l’effetto che danno i tre puntini delle “i” che indicano i tre punti di sospensione, senza tramutare il suono che rimane molto dolce.

Come nasce “Dormi e nuota” e che significato ha?

Il brano era inizialmente scritto in lingua inglese. Sono andata dal Maestro Paolo Palazzo per farlo ascoltare e a lui è piaciuto molto. Mi ha chiesto se fossi capace di scriverlo anche nella nostra lingua, ma io avevo un limite autoimposto, quello di scrivere solo in inglese: non mi ero mai cimentata a scrivere in Italiano! Pertanto è stata una vera e propria sfida per me. Una volta scritta la parte strumentale del brano, mi sono lasciata ispirare da quello che mi trasmetteva in quel momento ed il testo è uscito come un fiume in piena. E’ stato tutto improvvisato e assolutamente non legato a dei ricordi o esperienze personali, ma per lo più è uno sfogo “dolce” e notturno. Anche i suoni stessi impiegati nel brano ricordano quelli di un carillon, di una ninna nanna, tutti quei suoni che danno una visione onirica.

A noi vissuti negli anni ‘80 il brano ricorda molto le atmosfere dei Cure!

Li adoro! Me lo hanno detto anche altre persone e non me l’aspettavo. Per me è un grande complimento. Una ragazza l’ha proprio paragonata a “Lullaby” dei Cure. È bello vedere che da ciò che scrivi emerge il background di quello che hai ascoltato: i Cure sono un gruppo che ormai fa parte di me. Credo infatti che abbiano influenzato parecchio la mia scelta stilistica, come anche i Radiohead.

Osservando il video di “Dormi e nuota”, si nota che la protagonista non sei tu, ma un orsetto di peluche.

Piripò, questo il suo nome! Riguardo questo orsetto ci sono varie interpretazioni. Fabrizio Convertini, che ha diretto il video insieme a Cosmiana Montanaro, che è la set-designer , ha scritto la storia vera e propria del video e appena me ne ha parlato ho subito appoggiato l’idea del protagonista, appunto Piripò, che viene visto come una sorta di coscienza che va assolutamente “lavata”. Ed io, che nel video mi trovo in una lavanderia, vedo questa coscienza che si trova in una lavatrice. Questo perché molto spesso nella vita ci addossiamo dei sensi di colpa anche non per qualcosa che abbiamo fatto. Una volta lavata la coscienza e liberata dagli “ornamenti” che ci possono essere, entri nella vera dimensione di te stesso. Quindi ha collegato il mondo terreno a questa dimensione onirica, che può essere un sogno o all’interpretazione che ognuno ne vuole dare, ritrovandomi in questa coscienza che è piena di affetti personali (infatti nel video compaiono molti dei miei amici). Tutto risulta molto confuso, ma tenero ed è come se avessi dato un biglietto da visita della vera me.

C’è stato un momento in particolare in cui ti sei accorta che sarebbe stata la musica il tuo percorso di vita?

In realtà è come se questa cosa l’avessi sempre saputa, pertanto non c’è stato un momento particolare in cui mi ha fatto aprire gli occhi, perchè canto sin da  quando sono piccola. Forse la canzone che mi ha fatto innamorare subito della musica e del canto , ed è da lì che ho pensato “voglio fare questo nella vita”, è “ The great gig in the sky” dei Pink Floyd. Un brano che mi ricorda molto i miei quando mi cullavano; poi c’era mamma che provava a fare il vocalizzo ed io che ne rimanevo ammaliata. Ed è lì che mi sono detta “Voglio farlo anch’io, voglio andare in alto e sperimentare nuovi suoni”.

Prima di essere solista hai suonato con gli “Ossidiseta”. Che differenza c’è tra l’essere solista e il suonare in gruppo?

Parecchia! con gli “Ossidiseta” ero molto più tranquilla. Nel senso che eravamo un gruppo un po’ da “salaprove”, dove si improvvisava per poi buttarsi in inediti. Era un lavoro di squadra, come se la responsabilità fosse di tutti e quattro. Mi fidavo molto di questo perchè le idee non uscivano solo dalla mia testa, ed ero più tranquilla. Invece nel progetto Siijia, sono molto più minuziosa, perfezionista. Poi ho incontrato Paolo Palazzo, anche lui perfezionista, e il risultato lo si vede in questa canzone.

Cosa ci riserva il tuo futuro?

Ci sono dei “pezzi” in cantiere che vorrei far uscire molto presto: non so se uscirà un album con un filo conduttore o un  EP. Mi piacerebbe fare una “session” nel verde in campagna o in montagna per vedere da cosa mi lascio ispirare, come fecero i Led Zeppelin.

Grazie Siija per questa chiacchierata.

Grazie a voi ed un saluto ai lettori di Valle d’Itria News.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e hanno un canale su Youtube chiamato Music Challenge (che potete seguire qui). Inoltre hanno una pagina Facebook sulla quale trasmettono in diretta le loro interviste (raggiungibile da qui). Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana.

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