Adeguamento SP53 per Mottola. Le associazioni: “9 milioni per un progetto che non conosce nessuno”

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Ambiente, Politica


Non si fa attendere la risposta del Coordinamento per il Parco delle Gravine al consigliere Vincenzo Angelini, che accusava le associazioni, in sostanza, di parlare senza conoscere il progetto. Il progetto, come afferma il Coordinamento, in realtà non lo conosce nessuno, tranne il presidente della Provincia di Taranto, lo stesso consigliere Angelini e il tecnico che l’ha redatto. Ecco di seguito il comunicato, firmato da Sergio Maglio, Marinella Marescotti, Preneste Anzolin e Valentino Valentini.

La risposta piccata del consigliere provinciale Vincenzo Angelini alle nostre osservazioni relative al progetto di allargamento della strada provinciale SP53 Martina-Mottola, non appare molto convincente.

E’ vero che non abbiamo conoscenza approfondita dei contenuti del progetto, ma quel progetto, che costa alla comunità ben nove milioni di euro, non lo conosce nessuno se non lo stesso Angelini, il tecnico redattore e il presidente Gugliotti il cui decreto è stato pubblicato senza i relativi allegati.

Tutto conferma la scarsa trasparenza nel gestire e programmare interventi fortemente rilevanti per il territorio, soprattutto in aree sensibili e delicate come i paesaggi e i boschi del Parco delle Gravine.

E’ bene ricordare al consigliere Angelini e al presidente Gugliotti che territori come quello attraversato dalla SP53 vengono definiti dalla scienza ambientale come aree di “wilderness”, nelle quali l’impatto umano è assente oppure, come nel nostro caso, è minimo. Uno studio condotto da una team internazionale coordinato dal Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, pubblicato nel 2019 dalla rivista “Nature”, ha evidenziato come tali aree giochino un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità. Da qui la raccomandazione degli scienziati di evitare di compromettere ulteriormente l’equilibrio di queste aree che ospitano preziose comunità biologiche e conservano ancora specie quasi scomparse in altri ambienti, proprio come avviene nella Murgia tarantina e nelle nostre gravine.

Alla luce di tutto ciò, il consigliere Angelini deve ammettere che abbiamo qualche ragione per essere allarmati. Nel comunicato precedente abbiamo spiegato abbondantemente la particolarità di quella strada-Parco e i motivi per i quali non può assolutamente essere aumentato il suo carico veicolare e antropico.

Il consigliere Angelini, inoltre, ha il dovere di essere più preciso. Nel 2008, nel Piano Urbano della Mobilità nel territorio interessato dal Piano Strategico VALLE D’ITRIA si accenna stringatamente a una ipotesi di allargamento della S.P. 53. Ma è con l’ordine del giorno presentato il 7 ottobre 2019 nel consiglio comunale di Martina Franca da Giuseppe Cervellera (PD) e Giuseppe Chiarelli (Gruppo Misto), che si chiede decisamente di “avviare ogni azione amministrativa utile affinchè si possa completare l’allargamento della Strada Provinciale Martina-Mottola, infrastruttura che consentirebbe di collegare la nostra città e Zona Industriale, al casello autostradale Mottola-Castellaneta (San Basilio) (A14), in pochi minuti”.  Egli converrà che quella definizione “in pochi minuti”, concettualmente appare più vicina ai termini “autostrada e velocità” che non a quelli di “praticabilità e sicurezza”.

Vi è, peraltro, da rilevare che questa richiesta si basava su una affermazione non vera. In quel consiglio si disse infatti che già “con i fondi del P.R.U.S.S.T. e del P.I.T.. n. 5 della Valle d’Itria è stato avviato un progetto di allargamento e rifacimento della strada che collega la zona industriale di Martina Franca in direzione del casello Mottola-Castellaneta dell’ autostrada A/14”. In realtà, tra il 2004 e il 2007 vi era stato solo il finanziamento di un intervento lungo la Martina-Mottola, presso la zona industriale, per poter garantire il miglioramento del collegamento tra l’area P.I.P. e l’area destinata ad accogliere l’Accordo di Programma Artemoda, in via Mottola.

Pertanto, il progetto di allargamento della intera strada nasce unicamente da progetti estemporanei di esponenti politici, senza alcuna valutazione del loro reale impatto ambientale. E lo stesso Angelini reitera questa deformazione campanilista, quando giustifica la sua insistenza col fatto che gli imprenditori di Martina “non possano continuare a rimanere isolati e senza vie di comunicazione”. E il resto, non esiste?

Ad ogni buon conto, il Coordinamento ha richiesto alla Provincia l’accesso agli atti e non appena ci sarà concesso ci riserviamo ulteriori valutazioni.

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