Comunali 2022. Il centrosinistra naviga a vista. Si fa concreta l’ipotesi Donatella Infante

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Elezioni Amministrative 2022, Politica


Nulla di fatto ancora per il centrosinistra. Nella riunione di ieri sera non si è riusciti a trovare una quadra intorno ad un solo nome e ciò vuol dire che le audizioni portate avanti dall’assessore regionale Donato Pentassuglia, non sono servite. I partiti non si schiodano dalle loro posizioni e, forse, nessuno ha il coraggio di dire a coloro che pensando di “meritare” la candidatura, che non c’è trippa per gatti.

L’accordo, si fa per dire, trovato ieri, è quello che ognuno dei gruppi in campo porti almeno una proposta e chi riuscirà a raccogliere più consenso si impegnerà a guidare la coalizione. Una sorta di torneo a gironi e una semifinale solo andata.

Per il Partito Democratico i nomi in campo sono quelli di Nunzia Convertini (attuale vicesindaco) e Gianfranco Palmisano (assessore ai Lavori Pubblici e al Turismo, già vicesindaco). Per Next il nome è Stefano Coletta. Per Con, secondo l’intervento di Larocca, il nome sarebbe quello di Giandomenico Bruni. Amo Martina suggerisce di andare a individuare tra tutti gli ex vicesindaci, ovvero anche Pasquale Lasorsa. Visione Comune propone invece il pediatra Paolo Vinci, già consigliere regionale, e Donatella Infante, manager, già assessore ai Servizi Sociali durante il primo mandato di Ancona. Aggiornamento a martedì prossimo, quando i due nomi che riceveranno più consenso saranno presi in considerazione.

Secondo le nostre ricostruzioni, però, Nunzia Convertini avrebbe già espresso chiaramente la sua indisponibilità e ci potrebbe essere la disponibilità, invece, di Francesco Aquaro, giovane avvocato e imprenditore, da sempre vicino al M5S, forte del supporto di Giuseppe Conte e di un accordo con Michele Emiliano. L’ipotesi Donatella Infante si fa invece più concreta, perché è l’unico nome, tra quelli circolanti, sul quale non c’è il veto da parte di nessuno. Apprezzata per il suo lavoro e per quello di cui si è dimostrata capace durante la sua delega assessorile, sarebbe la prima candidata donna del centrosinistra locale. Rappresenterebbe la continuità con il lavoro di Ancona, ma anche l’avvio di una nuova stagione. Una ipotesi che però si scontra con il “no” determinato della manager, che sa benissimo quanto da soli non si vada da nessuna parte, ma che serve una squadra competente.

Al netto dei nomi, la cui discussione pubblica non va parallela agli incontri privati, quello che si può dire con certezza è i due leader del centrosinistra, Pentassuglia e il sindaco, non sono riusciti a trovare qualcuno disponibile a raccogliere il testimone, o comunque non hanno trovato un accordo da proporre al tavolo. Il sindaco è concentrato sul Pug, mentre Pentassuglia sa benissimo che un evidente sbilanciamento a favore di qualcuno potrebbe mettere a repentaglio la sua personale strategia politica. È un dato di fatto, invece, che il tavolo del centrosinistra si riunisce, non è stato capace di avviare una vera discussione. I suoi partecipanti sembrano troppo concentrati a guardarsi gli uni dagli altri e non a proporre soluzioni.

Questo è, secondo noi, il punto politico. Se i due mandati di Ancona si sono fondati, politicamente, su due patti, ovvero quello tra città e campagna (con Pentassuglia) e quello generazionale (con Coletta), la naturale prosecuzione del percorso politico andava individuata tra le persone di Palmisano, Coletta e Nunzia Convertini. Ci chiediamo se sia mai stata concreta l’ipotesi che uno solo dei loro nomi fosse una proposta concreta.

Con l’accordo nazionale col M5S e il progetto Terra Jonica 2050, invece, in campo entra il M5S, che anche se non è mai stato presente come attore politico a Martina Franca, potrebbe determinare i confini della prossima coalizione, secondo un ticket che lascerebbe Taranto al Pd, con Melucci, e Martina Franca al partito di Conte. E sul territorio l’unico che al momento sembra incontrare il gradimento di quest’ultimo, e nessun veto da parte della coalizione, è proprio il giovane Francesco Aquaro.

Con questa strategia dell’ammuina, in cui fa finta di fare qualcosa ma in realtà ci si muove a vuoto come criceti, a due mesi dal voto, il centrosinistra nasconde la propria composizione a zolle, spaccato, che va alla ricerca di un nome, ma di un motivo per restare insieme, ma fortunatamente dalle altre parti non va meglio. C’è una differenza sostanziale tra la situazione odierna del centrosinistra e quelle del 2012 e del 2017. Nelle due precedenti tornate elettorali c’erano sulla scena aggregazioni civiche che hanno creato le condizioni per l’unità, arando e concimando il terreno. Nel 2012 è stata Martina 2020, e nel 2017 Visione Comune. Se la prima ha esaurito l’esperienza, nonostante le premesse, la seconda dopo essere stato l’elemento innovativo, quindi il serbatoio di energia, si è acclimatata a condividere il governo della città con il resto della coalizione. A due mesi dal voto è impensabile che compaia improvvisamente una così determinante novità.

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