PUG e consumo di suolo: perimetrate le nuove aree a rischio idrogeologico. Ma come?

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Società


Ci si prepara ad una nuova discussione sul PUG in consiglio comunale, dopo il rinvio di qualche giorno fa su proposta di Anna Lasorte a causa del conflitto di interesse che vedrebbe coinvolti diversi consiglieri comunali, e mentre la città aspetta di capire cosa accadrà a livello politico alcune delle attività di formazione del PUG sono già realtà, come l’Adeguamento al Piano di Bacino per l’Assetto idrogeologico (PAI).

Approvata la Variante al PAI, con Decreto A.d.B. DAM n. 720 del 15/12/2020, nell’ambito del procedimento di allineamento al PGRA, seguita da uno studio di dettaglio proposto dal Comune, proprio per il PUG, con delle osservazioni (modifiche ulteriori alla Variante) presentate il 15/03/2021 e approvate nella C.D.S. del 23/06/2021.

Questo studio era finalizzato alla definizione dell’esatto assetto idraulico (aree a pericolosità idraulica) con la perimetrazione di nuove aree a Alta Pericolosità, Media Pericolosità e Bassa Pericolosità, e alla definizione dell’esatto assetto geomorfologico (aree a pericolosità geomorfologica).

Abbiamo provato ad intervistare il responsabile comunale Ing. Lacorte, sia per approfondire la questione dell’adeguamento sia perché sarebbe stato interessante capire su quali basi tecniche siano state avviate le indagini che hanno portato il Comune a presentare delle osservazioni, purtroppo non ha accettato il nostro invito.

In un comunicato stampa del 22/12/2021 l’Amministrazione comunale si rallegrava per l’approvazione definitiva della Variante al Piano di Bacino Stralcio Assetto Idrogeologico – Assetto Idraulico (PAI) di Martina Franca, con Decreto n. 1215 del 03.12.2021, e della presentazione dello studio idraulico (quale osservazione del comune di Martina Franca, Delibera di Giunta Comunale n. 71 del 11/03/2021, alla variante adottata), ritenendo queste due tappe fondamentali e propedeutiche per la formazione del PUG.

Una frase, utilizzata in quel comunicato stampa, ha suscitato, in chi sta scrivendo questo articolo, un po’ di disagio e preoccupazione. In merito all’approvazione e alle osservazioni presentate dal Comune si scriveva: “Rilevanti gli effetti nella immediata gestione e uso del territorio (Permessi Costruire, Scia, Cila, ecc), atteso che, finalmente sono state perimetrate esattamente le aree realmente a pericolosità idraulica con una sensibile riduzione delle aree vincolate“.

Cosa vuol dire che “finalmente sono state perimetrate esattamente le aree a pericolosità idraulica“? Che fino ad oggi non erano esatte, quindi chi si è visto rifiutare dei permessi, proprio per quei vincoli che oggi non ci sono più, può tornare ad alzare la voce di fronte al TAR?

Meno aree vincolate uguale a meno vincoli per costruire, tradotto anche in più consumo di suolo e maggiore impermeabilizzazione del terreno, quindi più acqua che rimane in superficie e che non viene filtrata naturalmente dal terreno.

Una frase che sembra proprio scontrarsi con le finalità del PAI a partire dalla limitazione del consumo di suolo, alla conservazione ed al recupero del suolo nei bacini idrografici con criteri di recupero naturalistici, la difesa, la sistemazione e la regolazione dei corsi d’acqua.

Nell’immagine che segue un confronto tra la mappa adottata e le osservazioni presentate dal Comune. Ci sono due cerchi rossi che indicano delle importanti modifiche, la prima su richiesta di una società che ha realizzato un capannone in contrada Cicerone, la seconda invece è dove sorgerà il nuovo distretto socio sanitario dell’ASL.

Due casi indicativi che prendiamo come esempio. Entrambe le costruzioni, una ormai quasi conclusa, l’altra in procinto di partire a giorni, sono state seguite da tante polemiche anche perché ricadenti su due zone indicate dal PAI come zone ad alto rischio.

Per quanto riguarda il nuovo capannone nella zona industriale, inserita anche nel rapporto del 2017 dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale tra i casi più significativi di consumo e come esempio negativo da non seguire, secondo la cartografia ISPRA e del Servizio Geologico d’Italia nel 2017 quella non solo era un’area fondamentale per l’idraulica della zona, ma rientrante anche nell’area SIC.

In queste due foto si nota il taglio netto della colorazione (che corrisponde a diversi livelli di pericolosità idraulica) in corrispondenza della costruzione vecchia e la mancanza totale di aree a rischio dove sorge ora la nuova costruzione. Avremmo voluto chiedere all’Ing. Lacorte come mai, per una modifica post operam, siano state utilizzate foto antecedenti alla costruzione e come mai, nonostante questa modifica risalga al 2019, nelle mappe della Variante PAI approvata nel dicembre del 2020 sono ancora presenti aree ad altro-medio rischio idraulico e come mai poi, nelle osservazioni del Comune del 2021, quelle aree risultino nuovamente svincolate dai rischi.

Per quanto riguarda invece la costruzione del nuovo distretto socio sanitario ASL, area che in questi giorni è stata delimitata con delle recinsioni, e che occuperà circa 10 mila metri quadrati, secondo i vecchi perimetri PAI l’area interessata alla costruzione era ad alta e media pericolosità idraulica con rischio elevato R3 ed R4. Tant’è che il progetto, proprio per il rischio idrogeologico presente, venne rivisto con lo stralcio del progetto ricadente in quell’area.

Ma adesso, ci si chiede, visto che il vincolo PAI non ci sarà più, cosa accadrà? Si adeguerà anche il progetto alla nuova condizione della zona?

La struttura ASL verrà eretta in una posizione che attualmente viene indicata come strategica rispetto all’abitato e al centro storico, ma che in realtà è legata ad una visione futuristica della zona. Il lotto, al limite dell’area residenziale, cioè sostanzialmente in campagna, così come si legge nella relazione tecnica dell’ing. Tommaso Carrera, Dirigente Ingegnere dell’Area Gestione Tecnica, che ha avuto l’incarico dall’ASL di Taranto tramite atto deliberativo n. 1295 del 09/09/2015 per “Lavori di realizzazione del nuovo distretto socio sanitario di Martina Franca”, vive con la speranza che con il nuovo PUG venga costruita una strada di collegamento con la SS 172. Cosa che attualmente non esiste.

Viene da chiedersi, quindi, visto che la perimetrazione PAI era propedeutica allo sviluppo del PUG, cosa succederà se il PUG non dovesse essere approvato? Avremo meno aree vincolate, ma con delle regole vecchie e pericolose per il nostro territorio.

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