Pug. L’opposizione fa mancare numero legale. Tramonta il sogno di Ancona?

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Politica


Bisogna dirlo così com’è: Franco Ancona ci ha provato fino all’ultimo a far passare il suo Pug. Fino presentare un emendamento alla stessa delibera che sarebbe stata votata per dimostrare l’improrogabilità dell’atto, conditio sine qua non, dopo la convocazione dei comizi da parte del Prefetto, lo stesso Pug non poteva essere discusso.

Il problema non si è posto perché dopo due ore abbondanti di discussione, l’opposizione ha fatto mancare il numero legale, lasciando l’aula. Assenti Chiarelli e Pasquina D’Ignazio, positiva al covid, come è stato rivelato durante la seduta. Dal primo aprile non è più possibile convocare il Consiglio in modalità mista, e quindi o si è presenti in Sala Consiliare oppure si è assenti.

L’opposizione ha quindi scelto di far mancare il numero legale, e anche Angelini, che giovedì scorso aveva appoggiato la proposta di rinviare la discussione, ha partecipato, lasciando la maggioranza di dodici consiglieri, sindaco compreso, all’amara constatazione che per questa volta il Pug non sarà adottato.

La domanda, aperta, perché la risposta è nelle pieghe della giurisprudenza, è: sarà possibile riconvocare un Consiglio con il Pug all’ordine del giorno, a due mesi dalle elezioni?

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