Oblio oncologico, presentata una mozione in consiglio regionale

Diritto all’oblio oncologico: Presentata una mozione in Consiglio regionale a firma Lopalco, Tutolo e Parchitelli:

I Sottoscritti Consiglieri Pietro Luigi Lopalco, Antonio Tutolo, Lucia Parchitelli

PREMESSO CHE:

  • Nel nostro Paese, un milione di persone è guarito dal cancro ma subisce discriminazioni: per accendere un mutuo, per adottare un bambino, per l’avanzamento di carriera, per chiedere un prestito od ottenere un finanziamento, per aprire un’attività, per richiedere una copertura assicurativa, per il reinserimento lavorativo.
  • Con il riconoscimento del diritto all’oblio oncologico, ad esempio, per accedere a servizi bancari, finanziari e assicurativi, non potranno essere richieste alla persona informazioni sullo stato di salute relative a malattie oncologiche pregresse, quando sia trascorso un certo periodo di tempo da individuare dalla fine del trattamento attivo in assenza di recidive o ricadute della patologia. Tali informazioni non potranno più essere considerate ai fini della valutazione del rischio o della solvibilità del cliente. E lo stesso discorso andrà fatto per l’accesso alle adozioni di minori. Perché se in linea generale le condizioni di salute degli aspiranti genitori adottivi non sono di per sé motivi escludenti l’idoneità all’adozione, in pratica la diagnosi di una patologia oncologica, di una malattia con una prognosi sfavorevole per la vita, è verosimilmente ritenuta condizione ostativa all’adozione, quindi essere preclusa la possibilità di adottare, pur in assenza, nel nostro ordinamento, di un divieto di legge.
  • Negli ultimi 3 anni, tra l’aprile 2019 e il febbraio 2022, ben cinque paesi europei hanno approvato norme che garantiscono agli ex pazienti oncologici il diritto a non essere discriminati, a non essere “rappresentati” dalla malattia. Belgio, Portogallo, Francia e Olanda hanno varato appositi provvedimenti legislativi, mentre nel caso del Lussemburgo si è optato per una convenzione stipulata tra il Ministero della Salute e l’Associazione delle compagnie assicurative. 
  • Al di là dei diversi strumenti legislativi che ciascun paese ha scelto per eliminare una simile odiosa discriminazione, il contenuto delle normative è sostanzialmente analogo e pressoché identiche le soglie temporali, superate le quali si ha diritto all’oblio: 5 anni dalla fine del protocollo terapeutico nel caso di tumori insorti prima del ventunesimo anno di età; 10 anni per quelli sviluppati dopo il compimento dei 21 anni di età (18 nel caso del Lussemburgo). Il legislatore francese, dopo un accordo trovato in commissione bicamerale paritetica, è andato persino oltre, stabilendo una soglia di 5 anni per tutte le persine guarite da un tumore, indipendentemente dall’età in cui questo è stato contratto.
  • Va in questa direzione l’appello: https://dirittoallobliotumori.org/ perché il nostro Paese si doti finalmente di uno strumento normativo in tema di diritto all’oblio oncologico anche nel nostro Paese. 
  • Parallelamente, l’Istituto Luca Coscioni sostiene la campagna “io non sono il mio tumore”, “tu non sei il tuo tumore” avanzato dalla Associazione e Fondazione Italiana di Oncologia Medica insieme alle associazioni IncontraDonna, aBRCAdabra e Pazienti Italia Melanoma.

CONSIDERATO CHE:

  • In ambito UE, una risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2022 su Rafforzare l’Europa nella lotta contro il cancro – Verso una strategia globale e coordinata (2020/ 2267(INI)) nell’enunciazione dei campi di azione – al paragrafo 125 – «chiede che entro il 2025, al più tardi, tutti gli Stati membri garantiscano il diritto all’oblio a tutti i pazienti europei…».
  • L’Italia non si è ancora dotata di una normativa ad hoc, anche se sono state intraprese alcune iniziative parlamentari. Il 28 febbraio 2022 Paola Boldrini, vice presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha infatti presentato un disegno di legge che, sulla scia dei provvedimenti legislativi varati nei cinque paesi europei sopra menzionati, mira a introdurre anche in Italia il diritto all’oblio oncologico. Dal canto suo, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha assicurato il proprio impegno, e quello del Ministero della Salute, affinché tale disegno di legge “possa essere incardinato quanto prima perché si possa avere una legge prima della fine della legislatura”.
  • Pur trattandosi di materia legislativa di esclusiva competenza nazionale, le istituzioni regionali possono comunque compulsare l’iniziativa legislativa nelle sedi competenti oltre che stimolare il dibattito pubblico.

TUTTO CIÒ PREMESSO,

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

  1. a promuovere in ogni sede opportuna il dibattito pubblico utile a stimolare l’azione politica sul diritto del cittadino all’oblio oncologico;
  2. ad intraprendere ogni azione possibile presso le opportune sedi istituzionali, ed in particolare in sede di Conferenza Stato-Regioni, utile a rendere celere e finalizzare l’iter normativo avviato sul tema.

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