Amministrative 2022. PCI: mai in una coalizione di incoerenti ed ex-centrodestra

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Elezioni Amministrative 2022


Il PCI di Martina Franca spiega in una nota stampa i motivi che hanno portato la locale sezione a non correre nelle prossime elezioni amministrative del 12 giugno. Dipartita dello storico esponente Franco Massafra a parte – il quale non rinunciava mai a presentare una propria lista e perché no, a candidarsi anche come sindaco – il partito spiega che le motivazioni sono anche di carattere organizzativo e politico:

“Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. Così scriveva Antonio Gramsci sul primo numero de L’Ordine Nuovo. Nel corso degli anni migliaia e migliaia di cittadini e lavoratori sono stati guidati da quelle parole che, ancora oggi, segnano la strada dei Comunisti italiani.

È proprio l’esigenza di riorganizzarsi per rafforzarsi che ha portato il PCI di Martina Franca a non essere presente alle elezioni amministrative del 12 giugno 2022. Ciò non significa che sospenderemo l’attività politica; al contrario, utilizzeremo la campagna elettorale per rilanciare le nostre proposte e per ricercare nuova linfa e nuovi consensi nella parte più sensibile e attiva della popolazione che, proprio in occasione del periodo elettorale, avverte l’esigenza di
una reale alternativa.

Questo sistema elettorale delle elezioni amministrative appiattisce il dibattito politico, sintetizza e semplifica il confronto, punta i riflettori solo sui due schieramenti ritenuti vincenti, emargina le altre proposte e costringe con il ricatto del “voto utile” a convergere sul candidato ritenuto “meno peggio” dell’altro. Per noi che rifiutiamo queste logiche politiche, la competizione delle comunali risulta essere ancora più difficile da sostenere, in quanto richiede forze ed energie enormemente più dispendiose per portare avanti i propri programmi.

Abbiamo tentato sin da subito di costruire un’alternativa, proponendo a Sinistra Italiana di coalizzarci o di convogliare in una lista civica, dichiaratamente di sinistra. Purtroppo però, dopo vari incontri, la proposta è stata rigettata, lasciando quel vuoto a sinistra che nessun candidato o lista presente in questa tornata elettorale potrà colmare. Ci hanno proposto di candidarci all’interno di liste civiche a sostegno del candidato Palmisano, ma in questo caso siamo stati noi a rifiutare, perché avremmo dovuto piegarci a un modo di intendere la pratica politica distante anni luce da quello che il nostro partito incarna. Sarebbe stato un suicidio politico per noi, una macchia indelebile sulla nostra integrità e coerenza politica e questo ci sentiamo di dichiararlo con estrema convinzione perché, se per noi i fatti sono importanti, lo sono allo stesso modo le parole.

Non a caso, infatti, la coalizione di Gianfranco Palmisano ha definitivamente accantonato il sostantivo “sinistra” o “centrosinistra”, a favore della denominazione “moderati e progressisti”. Non avrebbero potuto fare altrimenti per agevolare l’ingresso in coalizione di esponenti provenienti dalla destra più estrema, da ex leghisti a fuoriusciti da fratelli d’Italia e da Idealista-Forza Italia. Come avremmo potuto condurre la campagna elettorale al fianco di chi ha fatto dell’incoerenza politica la propria bandiera? La coerenza che ci contraddistingue non è condivisa da chi oggi è candidato e il passaggio da uno schieramento all’altro è all’ordine del giorno, tanto da farci ritenere a forte rischio la
stabilità della prossima legislatura per possibili clamorosi ribaltoni, a prescindere da chi verrà eletto sindaco. Il trasformismo politico ha segnato tutte le liste in competizione, i transfughi potrebbero tornare all’ovile in ogni momento e nessuna giunta potrà dormire sogni tranquilli.

Alla luce di tutto ciò, rilanciamo l’idea di un movimento a Sinistra che abbia come obiettivo la costruzione di un’alternativa valida, propositiva e coordinata, per una città realmente progressista e che inizi già a lavorare per la prossima tornata elettorale. Invitiamo tutti i compagni, i cittadini e i lavoratori, che in queste elezioni non si sentono
rappresentati, a contattare il PCI e, rifacendoci come al principio alle parole di Gramsci, diciamo: “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo”.

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