Amministrative 2022. Zes, manifattura e zona industriale. I candidati sottoscrivono documento di Confindustria Martina Franca

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Economia, Elezioni Amministrative 2022, Politica


Lunedì sera i candidati sindaco Gianfranco Palmisano, Antonio Lafornara e Mauro Bello hanno sottoscritto un documento preparato dalla delegazione di Confindustria Martina Franca per lo sviluppo economico della città. L’incontro, organizzato dalla presidente della locale delegazione, Beatrice Lucarella, ha visto la partecipazione una decina di imprenditori.

Beatrice Lucarella ha introdotto l’incontro con queste parole: “L’appuntamento di oggi è importante, perché questa campagna elettorale ci mette nella condizione di affrontare sfide nuove per il futuro della città, temi strategici come, tra gli altri, le infrastrutture e l’internazionalizzazione. Serve una politica al nostro fianco, che manifesti la volontà di rafforzare il tessuto produttivo dell’intero territorio martinese, non solo nella zona industriale ma anche in città e in tutte le contrade del vasto agro martinese. Il lavoro che verrà fatto nei prossimi cinque anni sarà cruciale e determinante per il futuro di Martina, è necessario aprire un dialogo e avviare un percorso da fare insieme con l’obiettivo di costruire un paese migliore, più competitivo, organizzato, attrattivo per investimenti locali ed internazionali. Abbiamo quindi voluto confrontarci con chi necessariamente sarà protagonista dell’attuazione del Pnrr nei prossimi anni. Noi crediamo che occorra aprire una nuova fase di fatta anche di investimenti sulla ricerca e sul binomio tra investimenti e industria. Gli scenari mondiali sono cambiati e noi non possiamo più pensare o immaginare una Martina Franca rinchiusa soltanto nell’ambito dei propri confini, è ora di osare e avere coraggio, il coraggio di una visione di una città oltre i propri confini. Martina è una città fatta di modernità e tradizione, centro storico e quartieri periferici, contrade, eleganza urbana ma anche tanta biodiversità. Tutta questa ricchezza deve essere messa a sistema da una politica virtuosa e lungimirante. Martina si caratterizza per la presenza di settori economici con una predominanza di attività produttive legate al settore della moda ma anche dell’agroalimentare, della innovazione, della logistica e della trasformazione oltre che dell’edilizia, dell’industria del turismo e della cultura, dove giochiamo anche grazie al nostro posizionamento nella Valle d’Itria ad avere un ruolo di primo ordine, anche se con dinamiche diverse rispetto a quanto avviene nel resto della provincia. Bisogna tornare a ritrovare un’identità urbana forte e condivisa che favorisca il senso di appartenenza degli abitanti e far crescere il potenziale attrattivo della città. E noi come Associazione degli imprenditori vogliamo essere parte integrante insieme all’amministrazione pubblica di quel processo di costruzione che attraverso percorso virtuoso si concretizzi per definire le politiche di sviluppo del territorio. Da solo il Pnrr, per quanto sia uno stanziamento straordinario di risorse, non è sufficiente per risanare il Paese. Serve un progetto di lungo periodo. Servono visione e metodo e in poco tempo, perché non c’è più tempo da perdere. Il fattore tempo rappresenta un elemento fondamentale nella gestione di un’impresa: tempo impiegato nella definizione delle scelte, tempo per l’analisi dei cambiamenti delle condizioni di mercato, tempo necessario per l’implementazione delle scelte e dei cambiamenti operativi. Per far sopravvivere le imprese il fattore tempo è fondamentale e questo deve diventare per tutti gli amministratori, un elemento fondamentale ed imprescindibile dell’agenda politico-amministrativa”.

È opportuno però far notare che negli ultimi anni molto è stato fatto per favorire il ritorno della manifattura a Martina Franca, andata via non per scelta dei vari amministratori, ma degli imprenditori che preferirono spostare altrove le produzioni. Ben venga questa nuova attenzione nei confronti dell’industria, e si spera che le imprese locali decidano di fare sistema e di non farsi scippare, per interessi di campanile, le eccellenze del territorio.

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