Amministrative 2022. Candidati sindaci a confronto: il racconto dell’iniziativa di Upward

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Elezioni Amministrative 2022


Dopo il round di mercoledì a San Paolo, ieri altro confronto fra i tre candidati sindaci alle prossime elezioni amministrative. All’interno dell’iniziativa “Martina è adesso” – organizzata dall’associazione Upward – Mauro Bello, Antonio Lafornara e Gianfranco Palmisano si sono confrontati su tanti temi, locali e non solo.

Quello moderato da Michela Pignatelli in piazza XX Settembre è stato un incontro molto interessante e che ha riservato alcuni passaggi chiave meritevoli di approfondimento, coi tre candidati che hanno avuto 3 minuti circa per rispondere a ogni domanda posta dalla moderatrice.

Cosa fareste per Martina x renderla città europea?

Lafornara: realizzeremo uno sportello europeo per i giovani per trovare idee e spunti nuovi. Martina deve prendere i fondi che l’Europa ci riserva e che sono lì dormienti e serve uno sportello con un dirigente preparato, che porterà tanto a Martina e ai giovani.

Palmisano: Martina è già una città europea, con gli oltre 200mln di investimenti già intercettati. Come si diventa europei? Spingendo su fibra, verde, rifiuti, spazi per le persone, mettendo i bambini al centro della città. Va inoltre dato sostegno ai privati, facendo sistema coi comuni della Valle d’Itria, intercettando ogni fondo che l’Europa mette a disposizione per ristrutturazioni e riqualificazione energetica.

Bello: quando si guarda all’Europa si pensa solo che sia un finanziatore. L’Europa è molto di più e ci sono bandi che quest’Amministrazione non ha mai valutato, come Life, Horizon e Interreg. Dobbiamo istituire uno sportello che non intercetti solo fondi ma che scriva progetti, abbiamo le tecnologie per valorizzare Martina come paese trainante della Valle d’Itria e non come fanalino di coda. L’Europa non finanzia solo le amministrazioni ma anche gli imprenditori, e dobbiamo snellire la burocrazia per mettere loro nelle condizioni di lavorare qui a Martina.

Martina è tra le città col maggior numero di fuorisede. Per loro è stata scelta libera o necessità e quali sono le proposte per invertire la rotta?

Palmisano: mi piace pensare che i giovani vadano fuori per formarsi e portare dopo le loro conoscenze qui a Martina. Dobbiamo creare luoghi dove mettere queste conoscenze in rete. Dobbiamo lanciare un messaggio nuovo ai giovani: quello che è possibile fare la differenza e cambiare il proprio futuro e non quello altrui stando nella propria città.

Bello: pensare che i giovani vadano fuori per scelta è utopia. Qui non ci sono condizioni per far fruttare i propri studi. Per far rimanere i giovani si deve promuovere il lavoro e non far scappare via le aziende, occorrono incubatori e spazi in coworking per ridurre le spese di avvio delle attività.

Lafornara: I giovani vanno via per due motivi e penso agli uffici SUE e SUAP. Per aprire un’attività bisogna rivolgersi al SUAP con due soli funzionari per tutta la città, mentre il SUE è oberato da un migliaio di pratiche. L’imprenditoria giovanile è frenata e noi dobbiamo potenziare questi due uffici.

In questa campagna elettorale la partecipazione si sente forte eppure si dice sempre che vince l’astensionismo e la sfiducia nella politica. Cosa dite ai fuorisede che non possono partecipare alla vita politica della propria città?

Bello: sento forte l’impegno dei giovani e sento invece tanta sfiducia nella politica provenire dalle fasce più mature. E’ importante dare la possibilità a un nuovo progetto politico, dopo 10 anni di governo di sinistra. I giovani sono fuori per necessità e credo che se ci fossero sarebbero tra i primi a voler cambiare Martina. Credo inoltre che il legislatore dovrebbe dare la possibilità anche per le amministrative di poter votare a distanza per far sentire la propria voce.

Lafornara: la partecipazione è forte, specie nella mia lista. Noi siamo per il cambiamento e per la politica anche delle piccole cose, le piccole cose che nessuno ha mai fatto perché ha solo preso voti senza dare. Credo che tutte le elezioni dovrebbero essere fatte in maniera completamente telematica.

Palmisano: la partecipazione è fondamentale ma è difficile creare programmi nuovi per la città e realmente partecipati. E molto più facile invece usare i programmi del 2017 e fare copia-incolla. Uno dei primi atti della prossima amministrazione è la delibera di sostegno al disegno di legge “Voto dove vivo”.

Emerge quindi la necessità condivisa del supporto alla proposta di “Voto come vivo” che coinvolge oltre 5 milioni di elettori fuorisede, con oltre 200 amministratori locali già in rete per far arrivare in Parlamento quello che è un paradosso: un italiano all’estero può votare senza problemi a costo zero, mentre un italiano che vive in un comune diverso da quello in cui è residente allora deve per forza tornare a casa per votare. Pungolati dalla Pignatelli, tutti e tre i candidati hanno espresso esplicito sostegno alla causa.

Non c’è un pianeta B. Cosa farete per migliorare la situazione ambientale e il problema dei rifiuti nell’agro?

Palmisano: a Martina col nuovo servizio siamo passati dal 5 al 75% di differenziata. Ci sono criticità e ridiscuteremo il capitolato lavorando sulle debolezze, tipo le isole ecologiche nell’agro. Abbiamo le tecnologie per lavorare sulla sostenibilità ma anche sull’autonomia energetica, con protocolli per agevolare l’implementazione di fotovoltaico e fonti sostenibili.

Bello: è vero che siamo passati al 75% ma non certo per merito del servizio bensì dei cittadini. Non vogliamo più cittadini di serie A e B, vogliamo regole uguali per tutti. Dovremmo lavorare di più sui mezzi sostenibili e sulle bici ma non con piste ciclabili posticce e inutili. Dovremmo poi prevedere un PUG che dia alle aziende l’autonomia energetica perché i costi per le imprese sono diventati elevatissimi.

Lafornara: il nostro capitolato rifiuti è obsoleto e andrà ridiscusso attraverso 4 concetti chiave: riduzione, riuso, riciclo, ridefinizione. I criteri di tassazione vanno rivisti, passando dai metri quadrati al puntuale conferimento di rifiuti. Se uno abita in un appartamento grande ma differenzia al massimo perché deve pagare tanto? Sulla sostenibilità per le aziende dobbiamo spingere sul fotovoltaico. Chiudo dicendo che l’unica pista ciclabile ci è costata 25mila euro e l’omino è stato disegnato sulle buche.

Dopo alcune schermaglie provenienti dal pubblico si è passati a una considerazione: diversi punti dei 3 programmi presentano delle similitudini, quindi perché preferire un candidato all’altro?

Lafornara: noi vogliamo cambiare Martina, siamo per il vero cambiamento. Martina ha bisogno di un PUG adeguato e condiviso altrimenti andrà alla deriva.

Palmisano: insieme si va lontano, se non vinciamo noi Martina si fermerà per almeno 2 anni, perché chi arriva tanto ci metterà a capire a che punto sono i procedimenti già in corso.

Bello: noi arriviamo dopo 10 anni con un centrodestra unito e 158 candidati. Non ci sono nè assessori e nè consiglieri provenienti dalla scorsa amministrazione, noi siamo l’unica garanzia di democrazia, noi non escludiamo nessuno. Abbiamo ripreso il programma del 2017 perché non ci hanno concesso nemmeno un emendamento che riprendesse il nostro programma.

Nel finale spazio a un gioco di domande e risposte fra i candidati, in quello che forse è stato il momento più interessante e “slegato” dell’intera serata.

Palmisano a Lafornara:

  • Antonio, corri realmente da solo o hai già un accordo con Bello?
  • Ti dirò la verità: io corro per diventare sindaco e ce la farò

Palmisano a Bello:

  • Chi sarà il tuo assessore all’urbanistica?
  • Una persona non competente, non un politico nè un bancario nè un sindaco (ovvio il riferimento all’ormai sindaco uscente Franco Ancona, nda).

Bello a Lafornara:

  • Perchè hai lasciato l’amministrazione e ora corri da solo?
  • Risale tutto a una delibera del 2018 da 120mila euro sugli eventi, fui l’unico che si oppose e uscii dal PD. Il PD mi disse che l’avrebbe sostenuta e da lì la mia indipendenza. Dopo un esposto alla procura quella delibera fu ritirata, quindi la mia idea non era affatto sbagliata. Non sono io ad essermi allontato dal PD, ma il PD che si è allontanato dalla città.

Bello a Palmisano:

  • Dopo aver dato degli incompetenti ai 2 candidati sindaci, da questo stesso palco mi hai definito tuo alter ego. Sai cosa significa alter ego?
  • In questi mesi i candidati sindaci erano altri e penso ad esempio a Grazia Lillo ma appena è uscito il mio nome è poi arrivato il tuo, un candidato simile a me e che ha la mia stessa età. La tua candidatura non è stata ben accetta in quel momento e continua a non esserlo, tant’è che se ne discute ancora. Alter ego non è un insulto.

Bello a questo punto riprende il microfono sostenendo che “Alter ego significa parlare per un altro. Io non faccio questo” con Palmisano che replica così: “Basta vedere i tuoi capilista per capire chi governerà davvero”.

Alla fine forse la parte più simpatica di tutto l’incontro. Al momento di fare le sue due domande a Bello e Palmisano, Lafornara riferisce di aver sognato i tre candidati al 13 giugno alle ore 13, su una torre che ospita diversi esponenti politici (e non) di ciascuna coalizione. Lì gli angeli avrebbero chiesto ai tre candidati due persone da tenere con sè per scendere a governare la città. Una sorta di gioco della torre al contrario.

Bello: io ritengo che i nostri candidati siano tutti validi ma se proprio devo scegliere due persone da portare con me sceglierei Giovanna Salvatore e Carlo Zito, due giovani che devono dimostrare tanto, il volto della nuova politica.

Palmisano: non ho capito la domanda ma rispondo ugualmente: io sono fiero delle mie liste e tutti i miei candidati hanno la mia fiducia e il mio supporto.

Chiusura con un breve invito al voto rivolto dai tre candidati a tutta la città:

Bello: il 12 giugno abbiamo l’occasione di restituire a questa città un’amministrazione unita e coesa e che metta al centro le persone e le imprese. Abbiamo 158 candidati nuovi e nessuno dei quali presente nella scorsa amministrazione. Siamo leali e democratici, siamo pronti a smuovere questa città dall’immobilismo economico e turistico avuto in questi 10 anni.

Lafornara: questa città ha bisogno di un tavolo permanente sul PUG, che deve essere condiviso. Occorre gente capace, che sa cosa sia redigere un PUG, che non sia un bancario. Non devono esserci più contrade di serie A e di serie B. Ieri a Specchia Tarantina mi hanno mostrato buche ed erba, una situazione che sicuramente non troviamo nei comuni vicini. Non ci sono cittadini di serie A e di serie B, e solo con noi Martina potrà cambiare.

Palmisano: Martina non ha bisogno di odio, ha bisogno di ascolto e serenità. Veniamo da 2 anni difficili, non c’è bisogno di dare altre paure. Il cambiamento è nella mia coalizione, piena di competenze in tanti settori. Nell’altra coalizione sono presenti persone che nelle scorse tornate avete già bocciato, quindi la scelta è semplice.

In chiusura Michela Pignatelli ha letto un pensiero scritto da Chiara Convertini, un augurio a tutti i sindaci: “Al candidato sindaco auguro di avere dedizione nell’ascolto dei cittadini, dei sogni dei bambini, dei desideri dei giovani, delle esigenze degli anziani. Mai tralasciare i disabili ma accompagnarli in ogni richiesta, rispettare tutti, rispettare le loro scelte e orientamenti. A te sindaco lasciamo le chiavi della nostra città, custodiscila e rendila più bella”. Un invito che facciamo nostro, un invito al rispetto e al progresso, costante e sostenibile nel pieno rispetto di tutti gli attori in campo.

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