Amministrative 2022. La chiusura di Bello: il centrodestra unito vincerà contro le bugie della sinistra

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Elezioni Amministrative 2022


Nella serata di ieri sera al Cinema Teatro Verdi chiusura della campagna elettorale di Mauro Bello. Enorme ritardo a parte – probabilmente per marcare a uomo il comizio finale di Palmisano al Park Hotel San Michele – l’evento è stato aperto da un’insolita esibizione solistica di danza e luci led e da un momento musicale di percussioni e synth. Alle ore 21:30 circa è il momento di Bello, che ha aperto così il suo intervento: “Siamo partiti solo un mese e mezzo fa, fra paure e senso di responsabilità. Giorno dopo giorno però siamo cresciuti e ho sentito il calore e la vicinanza della gente e allora ecco la mia lotta per la libertà e per far splendere di nuovo Martina. La mia candidatura è la sintesi del lavoro di tante persone e di una coalizione che in passato ha sempre fatto quello che ha promesso”.

Dopo i saluti del prof. Nicola Fortunato, Bello è intervenuto sui tre cardini del suo programma (ascolto, partecipazione e condivisione): “Ci siamo resi conto che in questi 10 anni ci sono state tante promesse non mantenute, a partire da quella famosissima prima rata della TARI, alla quale ne sono seguite poi tante altre. Ancona e soci sono sempre stati sordi e in consiglio comunale non hanno ascoltato il nostro parere, il parere del 70% dei martinesi. Sul PUG è stato un disastro, lo hanno portato avanti nonostante il parere contrario degli ordini professionali. La sinistra è stata antidemocratica perché ha deciso che alcune persone non potessero candidarsi, non è giusto. Ci hanno addirittura fatto credere che Emiliano fosse a supporto della sinistra, è tutto un falso. Occorre che i martinesi votino chi è rimasto coerente e cioè la destra. Dobbiamo cacciarli tutti quanti”.

Passaggio poi al primo punto del programma: “Servono i comitati dei quartieri, non serve il cemento ma servono i regolamenti come quello del commercio. Dobbiamo sbloccare questa città per creare posti di lavoro. Sul centro storico lavoreremo per assicurargli pulizia e sicurezza e non solo sulla via principale ma in tutte le sue zone. Dobbiamo trasformare il centro storico e la città in una destinazione turistica e non in una semplice meta di passaggio, destagionalizzando gli afflussi in città”.

Agro e contrade: “I cittadini hanno bisogno di piccole cose, come i servizi e la viabilità. Abbiamo in mente di istituire un centro di ascolto itinerante, per raccogliere segnalazioni e aumentare il benessere della città. Non esistono contrade di serie A e di serie B”.

Il candidato di centrodestra è poi tornato sul PUG: “Lo hanno creato nelle stanze segrete e a misura personale e poi lo hanno sottoposto alla città, facendo gli interessi personali di 4 o 5 consiglieri. È un documento senza visione e che ha declassato il nostro territorio come a San Paolo, che ha messo mille vincoli ai cittadini e basti pensare al lotto minimo aumentato a 8500mq. Chi è il primo firmatario di quel PUG oggi lo vuole cambiare, continuando a raccontare bugie. Non dobbiamo permettere che la sinistra vinca”.

Passaggio sulla zona industriale: “In questa città gli imprenditori sono considerati il male e messi nelle condizioni di andare via. In quella zona manca la manutenzione e i servizi e non possiamo più permettere che per installare un fotovoltaico servano 2 anni. Dobbiamo risolvere il problema della viabilità e della sicurezza stradale di chi fa quella strada tutti i giorni perché se 2 tir si incrociano si blocca tutto. Serve una zona industriale viva”.

Quali idee per l’area mercatale e per il Tursi? “Ci siamo resi conto che è necessario riorganizzare l’area e mantenerla nel centro città, trovando spazi idonei in una zona che va dal Tursi a Piazza d’Angiò, creando parcheggi all’esterno dell’area mercatale e lasciando lo stadio come zona sportiva”. Dopo la proiezione di un video di Orazio Mitri nel quale l’ex stella biancazzurra supporta il Martina calcio per la partita di domenica contro l’Akragas, Bello interviene sul capitolo legato allo sport: “Sono stati 10 anni di gestione sfortunata e le associazioni non sono state aiutate. Lo sport è partecipazione, responsabilizza i bambini ed è una cosa pulita e che va valorizzata al massimo”.

Chiusura su giovani e lavoro: “Qualcuno dice che i giovani vanno via per scelta ma non è vero e chi non ha mai lavorato un giorno in vita sua questo non lo sa. Dobbiamo tenere i giovani qui e metterli in condizione di fare impresa. Ho parlato di coworking e mi hanno detto che sono 10 anni indietro perché dicono che esiste già l’Ospedaletto ma ditemi voi per un cittadino quant’è facile raggiungere un professionista in quel posto. Vogliamo avvicinare i giovani al lavoro o vogliamo allontanarli?”

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