Elettrodotto Martina-Noci. Cassese: il progetto va ripensato con minor impatto ambientale

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Ambiente


“Il progetto per la realizzazione dell’elettrodotto previsto tra Martina Franca, Noci, Mottola e Alberobello presentato da Terna Rete Italia per realizzare l’opera, attualmente al vaglio del Ministero della Transizione Ecologica per la Valutazione di Impatto Ambientale, va assolutamente rivisto perché, soprattutto per quanto riguarda il tratto aereo, rischia di mettere a rischio il paesaggio e la sicurezza dei boschi dei territori coinvolti. Sulla vicenda ho presentato anche una interrogazione al Governo e mi sto interessando in prima persona affinché la voce di giusta preoccupazione sollevata dalle tante associazioni ambientaliste locali venga ascoltata.” 

Così interviene il deputato grottagliese Gianpaolo Cassese (M5S) in merito al progetto “Nuovo collegamento AT 150 KW misto aereo/cavo”, che nell’attuale configurazione, prevede la realizzazione di un elettrodotto di 20,6 km, di cui 7,1 km in cavo interrato e 13,5 km in aereo, e contro il quale si sono pronunciate  l’Associazione WWF Trulli e Gravine, l’Associazione Culturale Terra delle Gravine, l’Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti, il Centro Studi de Romita, il Circolo Legambiente Valle d’Itria, il FAI Puglia, il Gruppo Umanesimo della Pietra, Serapia Coop, Terre del Mediterraneo. 

“La nostra presa di posizione non è ideologica, ma concreta e assolutamente costruttiva, affinché l’opera che verrà realizzata abbia il minor impatto ambientale possibile sulle aree interessate, alcune delle quali sono soggette a tutela ambientale. Le associazioni non hanno solamente evidenziato le criticità presenti nell’attuale progetto – precisa Cassese – ma hanno anche indicato, come possibile alternativa, la realizzazione di un caviodotto interrato in sostituzione dei tratti aerei. Ciò renderebbe compatibile l’intervento con il paesaggio e le norme che ne regolano la tutela.”

“Stiamo parlando di un territorio di estremo valore sotto il profilo paesaggistico, naturalistico, storico-architettonico e archeologico, che va tutelato e valorizzato. Se esistono alternative più sicure e meno impattanti rispetto al costruire 43 tralicci alti 61 metri che attraverseranno i nostri boschi, abbiamo l’obbligo di prenderle in considerazione” prosegue. 

“Auspico che alla luce delle osservazioni emerse e delle nostre ripetute sollecitazioni, la stessa Terna S.P.A. proceda con una rivisitazione del progetto originario, al fine di coniugare potenziamento di servizi per i cittadini e tutela ambientale” conclude il parlamentare.

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