Strage sfiorata nel siderurgico di Taranto. USB: “Livelli di manutenzione paragonabili a quelli della ThyssenKrupp del 2007”

Nuovo incidente nello stabilimento siderurgico di Taranto nella tarda serata di ieri, in Colata Continua. Mentre il gruista sollevava una bramma caricandola sul carroponte, improvvisamente si sono rotte le funi e successivamente è precipitato il bozzello, di considerevole peso, da un’altezza di circa 15 metri. Durante la rottura delle funi, le stesse come fruste, hanno urtato violentemente la zona evacuazione. Fortunatamente, il pronto intervento, costituito da meccanici ed elettricisti che spesso si occupano della manutenzione dei robot marcatrici, in quel preciso momento, non erano nell’area interessata dall’incidente.

L’Unione Sindacale USB ha dichiarato: “Gravissima la totale assenza di manutenzione, tra cui per esempio il programma di interventi che prevedeva in passato sistematicamente il cambio fune. Nulla di questo viene più fatto.
Ci fa rabbrividire il solo pensiero di una circostanza simile: se se al posto delle bramme, si fosse sganciata una siviera con 300 tonnellate di acciaio liquido bollente, avremmo registrato una strage. Torniamo a segnalare pesanti condizioni di precarietà dal punto di vista della sicurezza.”

“I livelli di manutenzione – si legge ancora nel comunicato stampa di USB Taranto – oggi sono paragonabili a quelli degli anni peggiori della ThyssenKrupp (si ricordi la morte di sette dipendenti a Torino nel dicembre del 2007). Non si esageri a forzare la mano in questo senso. Ormai quotidianamente, nello stabilimento di Taranto si verificano infatti incidenti; ieri sera l’ennesimo near miss è il segnale importante della necessità di un immediato intervento. Sentiamo sempre più vicino il pericolo soprattutto in determinati reparti e quindi torniamo a sollecitare risposte concrete sin da subito. Il Governo agisca, perché il tempo è ampiamente scaduto.”

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