Incompatibilità “superabile”, ma si doveva arrivare a tanto?

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Politica


Non deve essere stato facile, per il neosindaco Gianfranco Palmisano, annunciare che la seduta del Consiglio doveva essere rinviata. Sicuramente si era immaginato questa prima volta in Consiglio con parole diverse, invece che poche frasi dette in fretta a causa di cinque consiglieri la cui situazione (tributaria o giudiziaria) è di incompatibilità.

Secondo quanto si apprende, gli incompatibili sarebbero uno della maggioranza e ben quattro dell’opposizione. Di questi ultimi uno avrebbe un contenzioso aperto col Comune, il resto invece ha pendenze tributarie. Sono in corso, pare, verifiche anche per gli assessori.

Si intende “incompatibile” una persona che ha un conflitto di interesse col Comune, come dice l’articolo 63 del TUEL. In questo caso, secondo quando ha riferito la segretaria generale D’Arcangelo, sarebbero incompatibilità “superabili” facilmente. Quello che circola a Palazzo Ducale è che l’incompatibilità riguardi tasse comunali non pagate. Secondo quanto si apprende sarebbe stato il Prefetto a chiedere una stretta sui controlli dopo il caso Calabrese, e questo già dall’inizio di luglio. Una verifica approfondita, in tempi più brevi, avrebbe permesso di risolvere i problemi “superabili” già superati. I nomi non sono stati fatti ufficialmente.

Quello che è accaduto oggi a Palazzo Ducale può essere il combinato disposto di due dinamiche. La prima riguarda un certo senso di subalternità della politica alla macchina amministrativa, il risultato sia di una certa crisi di identità della politica stessa sia del fatto che per troppo tempo si è pensato che “governare” e “amministrare” siano la stessa cosa. La politica, soprattutto in questo momento di grave crisi, deve essere egemone, e deve saper anche battere i pugni, quando serve. La seconda dinamica può essere identificata in una certa sciatteria, diciamo così, da parte di chi, nonostante si sia consapevoli dei controlli che si dovranno subire, si approccia a governare Martina (sia dalla maggioranza che dall’opposizione) senza avere il minimo rispetto della Istituzione che si andrà a rappresentare. Certo, ci può essere la dimenticanza, ma l’errore ricade su tutta la classe dirigente e ci aspettiamo, come cittadini di Martina Franca, magari delle pubbliche scuse. Che non avverranno mai, perché non servono quando il sindaco poi si assume la responsabilità di rinviare la discussione per dare il tempo a chi non ha studiato di portare la giustificazione.

È un circolo vizioso, che rende urgente qui e ora uno scatto di dignità.

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