Musica: Con “‘U vurpe” Mimmo Cavallo canta la forza di Taranto

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Cultura


*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

Con il nuovo brano il cantautore tarantino continua il viaggio per la valorizzazione dell’identità meridionale.

Finalmente il ritorno di Mimmo Cavallo, cantautore tarantino orgogliosamente meridionale, con il singolo “’U vurpe” (Suoni dall’Italia/Believe), ossia “il polpo”, ove canta la sua Taranto con i suoi acquatici mali rappresentati dal polpo, la sogliola, lo sgombro. Il brano arrangiato da Roberto Guarino, e il relativo video (https://www.youtube.com/watch?v=O2vIw8DL3jc), realizzato da Fabiana Iacolucci e Valentina Calvani, anticipano la pubblicazione di un nuovo album che uscirà il prossimo autunno. In “‘U vurpe”, Taranto è parte di quel Sud che da più di quarant’anni Mimmo Cavallo ci fa conoscere, con i vizi e le virtù di una terra e di un mare che lo costeggia. Ed anche questa volta Mimmo ha lasciato il segno, per il linguaggio utilizzato, per i termini dialettali che risuonano al momento giusto, per la sua ironia, per la spietata descrizione di un mondo che ci è davanti agli occhi. Ed il suono incalzante, da musica di festa, ci inebria di meridione. Da quarant’anni la sua musica ha aiutato a costruire l’identità meridionale e a sviluppare l’impegno verso i falsi miti che riguardano il mezzogiorno d’Italia. Già nel suo primo album del 1980, “Siamo meridionali”, ha elencato dei luoghi comuni del Sud ironizzandoci su perché se il Sud era ammalato, c’era un male anche al Nord nel non riconoscere il suo ruolo importante. Il Meridione da problema doveva diventare la soluzione. Anche con i successivi album, “Uh, Mammà!” (1981) e “Stancami stancami musica” (1982), Mimmo Cavallo ha continuato a scoperchiare la pentola tirando fuori rabbia e orgoglio. Ad esempio in “Giù le mani” esortava con rabbia a tenere giù le mani “dai nostri vecchi, dai nostri bambini, dalle nostre fatiche, dalle nostre case, dalle nostre donne, dalle nostre cose”. Come raccontò in una intervista al nostro giornale, già quando arrivò a Torino ad undici anni, capì di non essere tollerato neanche nel suo dialetto. “Venivo da un mondo meridionale fatto di miti e di racconti e mi sono ritrovato sotto un cielo di umiliazione, ostile, che mi negava”. Quindi il Sud è diventata la principale ragione della sua divulgazione artistica. L’incontro con Pino Aprile, autore di “Terroni”, portò al CD “Quando saremo fratelli uniti” (2011), che poi è diventato uno spettacolo. Fino ad arrivare a “Dalle parte delle bestie” (2014) in cui Mimmo ha affrontato diversi temi, tra i quali la ribellione, il lavoro sfruttato, la taranta, gli esclusi, gli ultimi. E in quel disco trovò spazio anche “Mare Jonio”, il “mare degli dei…è il mondo classico…. il Sud arcaico”, è il mare idealizzato che bagnava le coste di una antica civiltà che tramanda i valori fino ad oggi. E’ il mare che bagna la sua Taranto, è il mare che ospita i pesci cantati in “‘U vurpe”. E il brano è un dipinto graffiante e realistico di quella Taranto e del suo mare dove i pesci sono umanizzati in alcune figure chiave. Taranto in copertina, come un grande mare, dove tutto nasce, che dà l’imprinting sull’identità meridionale, dove tutto galleggia e tutto torna. C’è la classe “voperaia”, gli ultimi, quelli sempre cantati da Mimmo Cavallo, e anche il lupo branzino a rappresentare la malapolitica tarantina, ma anche il “naccariedde rocker”, ossia lo sgombro in concerto, il caurro (granchio) filosofo innamorato e non ricambiato dalla sogliola. E alla fine “’U vurpe”, il polpo, che rappresenta la città di Taranto, protetta da San Cataldo, suo patrono. Una città dai numerosi volti, memore di un’antica civiltà mai dispersa che tanto agogna il riscatto. Sono ancora tutte queste vite traboccanti di birra Raffo nelle mani dei tarantini. È la vita, infine, di Nicola, operaio ex Ilva, che si è dovuto arrendere al cancro, al vento (il suo destino) che un giorno se l’è portato via, perché non ha posto una pietra di contrappeso. E quel “tu non te stute mai” (tu non ti spegni mai) è un grido di speranza, un messaggio positivo per una rinascita della Taranto la cui antica civiltà, seppur inabissata, non potrà mai spegnersi.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e portano avanti un format su Youtube (che potete seguire qui), Facebook (raggiungibile da qui) ed Instagram (music.challenge321) chiamato Music Challenge, nel quale trasmettono in diretta le loro interviste. Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana

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