Siamo 8 miliardi

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Società


Oggi 15 novembre 2022 la popolazione mondiale ha raggiunto quota 8 miliardi. Lo sostiene l’ONU, secondo una proiezione (qui l’articolo). Solo 10 anni eravamo 7 miliardi, ma il tasso di crescita sta rallentando.

“La Giornata Mondiale della Popolazione di quest’anno cade durante un anno fondamentale, quando anticipiamo la nascita dell’otto miliardesimo abitante della Terra. Questa è un’occasione per celebrare la nostra diversità, riconoscere la nostra comune umanità e ammirare i progressi nella salute che hanno allungato la durata della vita e ridotto drasticamente i tassi di mortalità materna e infantile”, ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. “Allo stesso tempo, è un promemoria della nostra responsabilità condivisa di prenderci cura del nostro pianeta e un momento per riflettere su dove ancora non riusciamo a rispettare i nostri impegni reciproci”, ha aggiunto.

Nonostante le condizioni di vita sia migliorate quasi ovunque, non è cambiato il rapporto di disuguaglianza. L’1% della popolazione mondiale detiene il 90% della ricchezza globale. Non solo, ma 8 miliardi di persone sono un numero forse troppo elevato perché un pianeta intero possa sfamarli senza compromettere le generazioni future, soprattutto se per farlo si applicano tecniche non sostenibili. Basti pensare che consumiamo le risorse annuali in poco più di sette mesi.

Tuttavia, a prescindere dai numeri, usando le parole di Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite – riportate in questo articolo, «se non colmiamo l’abisso tra chi ha e chi non ha, ci troveremo davanti un mondo forte di 8 miliardi di persone dominato da tensioni, sfiducia, crisi e conflitti». Il divario tra ricchi e poveri è infatti ancora molto ampio e causa già decine di conflitti. Basti pensare che l’1% più ricco intasca un quinto del reddito mondiale e che i cittadini dei paesi più ricchi hanno un’aspettativa di vita più lunga di 30 anni rispetto a quelli dei più poveri. «Man mano che il mondo è diventato più ricco e più sano, anche queste disuguaglianze sono cresciute» e tutta un’altra serie di questioni (come il riscaldamento globale) «stanno innescando rabbia e risentimento contro i paesi sviluppati», ha ribadito Guterres.

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