Nel 2022 cinquanta donne si sono rivolte al Centro antiviolenza di Martina Franca e Crispiano

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Società


Sono cinquanta le donne che nel 2022 si sono rivolte al centro antiviolenza “Rompiamo il silenzio” di Martina Franca e Crispiano, gestito dall’associazione Sud Est Donne. Attualmente sono in carico 35 donne che usufruiscono dei percorsi di sostegno offerti dall’associazione. Dal 2015 sono ben 428 le donne che hanno scelto di rivolgersi al servizio.

I numeri sono importanti, ma occorre tener conto che dietro ad ognuno di essi ci sono persone e famiglie in carne ed ossa, storie diverse che le operatrici del centro antiviolenza aiutano ad affrontare.

Per il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, nasce la prima Task Force della società civile contro la violenza maschile sulle donne per la piena applicazione della Convenzione di Istanbul e il contrasto alla vittimizzazione secondaria nei Tribunali sulla base delle conclusioni e delle raccomandazioni della Commissione d’inchiesta sul femminicidio al Senato XVIII legislatura.

Perché le donne continuano a essere uccise all’interno di un fenomeno endemico come è la violenza maschile contro le donne che per la maggior parte si consuma dentro le mura domestiche.

Perché lo Stato italiano e i Tribunali italiani sono stati già condannati più volte dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo e dalle Nazioni Unite (Comitato Cedaw) per aver omesso protezione e/o aver esposto donne e minori a codesta violenza anche con esiti fatali agendo attraverso stereotipi sessisti.

Perché malgrado sia stata ratificata nel 2013 la Convenzione di Istanbul rimane disattesa sistematicamente nei tribunali italiani e le donne vengono continuamente messe sul banco degli imputati e punite per aver denunciato la violenza subita.

Perché la cultura sessista e rivittimizzante per le donne continua a dilagare nella Giustizia e in tutti gli ambiti sociali.

L’inchiesta della Commissione femminicidio al senato ci ha detto che l’occultamento di questa violenza avviene prima di tutto nei tribunali e riguardano la maggior parte della magistratura e dei consulenti tecnici (Ctu), compresi servizi sociali, tutori e curatori speciali, per pregiudizio e per mancanza di formazione sul fenomeno, con grave distorsione del procedimento giudiziario. In particolare nei Tribunali civili e minorili si commettono violazioni di diritti fondamentali con l’uso di costrutti fuori dalla scienza e dallo stato di diritto (alienazione parentale, manipolazione, simbiosi, ecc.) per cui la donna che denuncia maltrattamenti e abusi diventa carnefice, e lo status di vittima di violenza si ribalta con trattamenti inumani e degradanti, compresi allontanamenti di bambini dalle loro madri con l’uso della forza.

Per monitorare l’operato che il governo attuale si accinge a svolgere dopo aver accolto le conclusioni della Commissione d’inchiesta sul femnminicidio al senato, si costituisce #STOPVIOLENZA, la Task Force della società civile promossa da Protocollo Napoli, Udi Napoli, DonnexDiritti Network, International Women, Ass. Salute Donna, Ass. Arcidonna Napoli, Psy-Com (Psicologia di Comunità), Ass. Sud Est Donne, Ass. Donne Insieme, La Rete delle reti , Ass. Dalla Parte dei Minori, il Forum – Associazione Donne Giuriste, Cav. Ipazia Siracusa, una rete aperta a chiunque voglia aderire (associazioni, persone singole, donne e uomini) per LA PIENA APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE DI ISTANBUL.

PER ADESIONI ALLA RETE E/O INFO

team@donnexdiritti.comsegreteria@associazionesalutedonna.itpsicologia.protocollonapoli@gmail.com – udinapoli@gmail.com

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