Targa sulla facciata della chiesa. Il Comune chiede la rimozione

Sarà un errore, una svista, una distrazione. Altrimenti non si spiega perché quella targa con il qrcode che va indirizza all’audioguida in cinque lingue è stata appiccicata sulla chiesetta medievale di San Nicola dei Greci, che dal 2018 – nonostante sia praticamente abbandonata a sé stessa – è anche sede possibile dei riti civili di Martina Franca.

Appreso il fatto, il Comune, tramite l’assessore al Turismo Vincenzo Angelini, è intervenuto sull’azienda responsabile per far rimuovere quel rettangolo di plexiglass. E visto che c’era, di controllare anche le altre tredici.

In attesa che entri in vigore il regolamento sulle insegne pubbliche, pronto già da due anni ma tenuto nel cassetto, è giusto ricordare che esistono competenze specifiche per quanto riguarda l’installazione di targhe, che siano culturali o pubblicitarie, nel centro storico.

Basta farsi un giro per notare i muri bianchi siano pieni di manifesti e manifestini, insegne e targhe, alcune di dubbio gusto. La Soprintendenza si era già espressa lo scorso anno, proprio su richiesta del Comune, in merito all’argomento, con un preciso riferimento all’installazione dei numeri della nuova toponomastica.

Secondo gli uffici di Taranto, la comunicazione «deve essere leggibile, ma non interferire con la percezione figurativa del monumento» e per questo dava dei consigli: “collocazione sul basamento”, oppure “collocazione su apposito “leggio” in pietra”. Nel dubbio la Soprintendenza chiedeva comunque di poter visionare in anticipo le diverse installazioni: “La proposta da inviare a questa Soprintendenza, dovrà essere corredata da un elaborato grafico con fotoinserimento che raffiguri sia l’edificio vincolato sia gli edifici adiacenti”.

La situazione che si è venuta a creare, purtroppo, con la targa messa in maniera troppo evidente a San Nicola dei Greci, conosciuta dai martinesi come San Nicola in Montedoro, può essere segno della necessità di ritornare a vigilare nel centro storico di Martina Franca. Dopo il recupero voluto dalla precedente amministrazione che nel 2018 inserì la chiesetta tra i luoghi dove potersi sposare civilmente, nel frattempo le erbacce hanno ripreso il sopravvento, rendendo nullo il recupero. La chiesta, inoltre, riconosciuta come luogo Fai, sorge nella zona dell’antico castrum martinae, la più antica della città.

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