PUG. Vizi formali e frettolosità: Forza Italia chiede la revoca di alcuni provvedimenti

Tutti i provvedimenti assunti a seguito delle delibere di c.s. n. 159/2011, di c.s. n. 236/2012 e di g.c. n. 274/2013, relativi all’iter del PUG vanno revocati in quanto, a tutti gli effetti, carenti di un efficace presupposto necessario, secondo il DRAG vigente in Regione Puglia. E’ la richiesta inviata al sindaco Gianfranco Palmisano, al Presidente del Consiglio e al Segretario generale del Comune di Martina Franca, dal consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia, Michele Marraffa, a seguito della sua dettagliata relazione di verifica della regolarità del procedimento seguito fino ad oggi per la formazione del Documento Programmatico Preliminare (D.P.P.) e del Piano Urbanistico Generale (P.U.G.):

La relazione – si legge nel documento fatto protocollare a Palazzo di città – è, essenzialmente, tesa a verificare:

a) la correttezza formale e sostanziale dei suoi presupposti, normative regionali comprese, in termini di rispetto delle leggi vigenti;

b) la correttezza nella definizione degli obiettivi e delle risorse necessarie per perseguirli;

c) il rispetto, o i motivi del mancato richiamo, dei precedenti indirizzi forniti dal Consiglio Comunale con propria delibera n. 23 del 1 marzo 2006, con la quale era stato deciso “di dare corso alla redazione del DPP (Documento Programmatico Preliminare) e del conseguente PUG (Piano Urbanistico Generale) con annesso RE (Regolamento edilizio, adeguato alle norme del PUTT/Paesaggio (Piano Urbanistico Urbano Territoriale/Paesaggio) (sic) ex art. 11 L.R. 20/01, nonché alla procedura di variante specifica ex art. 2 D.P.R. 447/98 e s.m. e i., per il PIP (Piano Insediamenti Produttivi) e i piani di zona per edilizia residenziale pubblica Erp”.

L’analisi – evidenzia Marraffa – è stata condotta sul piano tecnico-giuridico, con riferimento alle leggi vigenti, sia nazionali che regionali, oltre che al Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) per il PUG, approvato dalla Giunta Regione Puglia con proprio provvedimento n. 1328/2007, in vigore dal 29 agosto 2007, che ha stabilito quali debbano essere, inderogabilmente, gli “indirizzi”, i “criteri” e gli “orientamenti” da osservarsi nella formazione dei Documenti Programmatici Preliminari e dei Piani Urbanistici Generali.

L’analisi ha posto in luce, “in primis”, il fatto che lo stesso DRAG, in maniera acritica e semplicistica, si vuole sperare non volutamente, ha affrontato la questione “Atto di indirizzo”, in cui “siano delineati gli obiettivi, espressione della volontà politica dell’Amministrazione, che hanno determinato la decisione di avviare il Pug”.

Tale atto, che per stessa ammissione del Drag assume valenza strategica, costituisce l’atto di avvio del procedimento per la formazione del Documento Programmatico Preliminare e, quindi, del Piano Urbanistico Generale.

La questione è che il Drag, senza ulteriori precisazioni ed indicazioni procedimentali, ha affidato l’adozione di un così importante “Atto di indirizzo” alla Giunta Comunale, IGNORANDO DEL TUTTO le attribuzioni degli Organi di Governo dei Comuni definite dal Decreto Legislativo 267/2000 recante “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”.

Tali attribuzioni non sono emendabili né da una Legge regionale, né, tanto meno, da un non meglio identificato, se non per l’art. 4 della L.R. 20/2001, Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) che si limita a prescrivere, come si è detto, soltanto gli “indirizzi”, i “criteri” e gli “orientamenti” da osservarsi nella formazione dei Documenti Programmatici Preliminari e dei Piani Urbanistici Generali. La materia dell’Ordinamento degli Enti Locali, per il Titolo V della Costituzione Italiana e, più precisamente, per il suo art. 117, è materia legislativa di esclusiva competenza dello Stato.

Consegue che la materia che attiene alla formazione dei “PIANI TERRITORIALI ED URBANISTICI”, quali il DPP ed il PUG, dei quali trattasi, stante il comma 2 lettera b) dell’articolo 42 del richiamato Testo Unico di cui al D.Lgs 267/2000 è nella esclusiva attribuzione dei Consigli Comunali e non già delle Giunte che, per l’art. 48 dello stesso Testo Unico, hanno attribuzioni non meglio definite e, comunque, residuali rispetto a quelle espressamente poste in capo al Consiglio e alla Dirigenza.

Una tale realtà di fatto ha indotto in errore molti comuni, come il nostro, che, altrettanto acriticamente e semplicisticamente hanno fondato il loro procedimento sulla indicazione letterale del DRAG in materia di “ATTO DI INDIRIZZO” per la formazione del DPP e del PUG.

L’errore non è certamente trascurabile perché, in dipendenza di quanto disposto dall’articolo 21 septies della Legge 241/1990 che disciplina i casi di “NULLITÀ DEL PROVVEDIMENTO”, trattandosi di provvedimento assunto da un Organo che non ha alcuna attribuzione in materia, il provvedimento stesso è nullo.

Non è ultroneo riportare il testo letterale del richiamato art. 21 septies della Legge 241/1990: “1. È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge”.

Se così è, come è, non possono residuare dubbi in ordine al fatto che la delibera di Giunta Comunale n. 274/2013 è nulla perché assunta da un Organo che non ha alcuna attribuzione in materia di “PIANI TERRITORIALI ED URBANISTICI”.

Con la delibera, della quale trattasi, si è direttamente adottato “ATTO DI INDIRIZZO” per la formazione del DPP e del PUG, quale “atto deliberativo della Giunta comunale che ne avvia il processo di formazione”, atto che peraltro non è conforme per contenuti a quello previsto dal DRAG, e non ci si è limitati a proporre al competente Consiglio Comunale l’adozione, previa valutazione di opportunità e di merito delle scelte fatte dall’Amministrazione esplicitate nella proposta stessa.

In sintesi, in materia di pianificazione urbanistica, in Regione Puglia, con le indicazioni fornite dal DRAG in materia di “ATTO DI INDIRIZZO” si sono, di fatto, spogliati i Consigli Comunali di un loro sacrosanto potere, consentendo alle volontà espresse dalla maggioranza di turno di eludere il vaglio della cittadinanza, attraverso la valutazione critica operata dai suoi legittimi rappresentanti.

Sul piano squisitamente politico, chi scrive – continua Marraffa – ha seri dubbi che si sia trattato di una svista, propendendo, piuttosto, per una voluta scelta di lasciare la materia, sostanzialmente, nelle mani di una ristretta oligarchia e sbandierando inviti alla compartecipazione della cittadinanza a scelte di fondo già formalizzate.

Quello che, in generale, si percepisce, dopo aver effettuato l’analisi del procedimento fino ad oggi seguito per la formazione del DPP e del PUG di Martina Franca, è una sensazione di mancata opportuna ponderazione e voluta frettolosità nella formulazione dei provvedimenti, tanto da adottarne qualcuno, addirittura, senza i dovuti pareri di regolarità tecnico-contabile.

Non si spiegano diversamente i due provvedimenti dei Commissari Straordinari: la C.S. n. 159/2011 avente per oggetto “Nuovo PUG – Atto di indirizzo per l’avvio della procedura di formazione ai sensi della L.R. Puglia n. 20/2011 (sic) (n. di r.) e S.M.I.“ la C.S. 236/2012 avente per oggetto ““Avvio del procedimento per la formazione del Documento Programmatico Preliminare ai sensi della Legge regionale n. 20/2001 e del DRAG-PUG – Costituzione Ufficio di Piano“.

Risulta difficile credere che un Commissario Straordinario, se non opportunamente sollecitato, possa pervenire alla formulazione di atti di valenza strategica, ben sapendo che, quanto meno sul piano delle valutazioni di opportunità, ciò costituisce una forzatura.

La certezza dell’esistenza di sollecitazioni deriva dal fatto che non si riesce ad intravvedere un altro motivo che avrebbe potuto indurlo ad adottare provvedimenti di valenza strategica. Un soggetto che non rappresenta la cittadinanza, e che è chiamato, essenzialmente, a svolgere compiti di ordinaria amministrazione, se è intellettualmente onesto, ben difficilmente adotta provvedimenti che possano avere conseguenze differite nel tempo, positive o negative, sulla cittadinanza stessa, per il semplice fatto che sa di non poter assumere alcuna responsabilità politica per le sue scelte.

La conclusione alla quale perviene l’allegata analisi critica del procedimento è quella di riprenderlo dall’“ATTO DI INDIRIZZO” che, pur proposto dalla attuale maggioranza con il provvedimento di Giunta Comunale n. 274/2013, deve essere integrato ed emendato dal Consiglio Comunale.

Il Consiglio, una volta fatta propria l’esigenza di dotarsi di un DPP e di un PUG espressa dalla Giunta, quale volere dell’Amministrazione Comunale, dovrà recepire, per quanto possibile, o annullare, gli indirizzi formulati con la delibera di C.C. n. 23 del 1 marzo 2006, con la quale era stato deciso “di dare corso alla redazione del DPP (Documento Programmatico Preliminare) e del conseguente PUG (Piano Urbanistico Generale) con annesso RE (Regolamento edilizio, adeguato alle norme del PUTT/Paesaggio (Piano Urbanistico Urbano Territoriale/Paesaggio) (sic!) ex art. 11 L.R. 20/01, nonché alla procedura di variante specifica ex art. 2 D.P.R. 447/98 e s.m. e i., per il PIP (Piano Insediamenti Produttivi) e i piani di zona per edilizia residenziale pubblica ERP“, tutt’ora validi ed efficaci.

Il fatto che una tale delibera non possa costituire, di per sé, “ATTO DI INDIRIZZO”, ai sensi del subentrato DRAG, non significa che essa sia nulla, né i suoi contenuti, in termini di indirizzi, comunque espressi, sono mai stati posti nel nulla da parte dell’Organo che li ha formulati. Ad ogni buon conto il Consiglio Comunale è chiamato, altresì, ad integrare ed emendare l’“ATTO DI INDIRIZZO” adottato impropriamente dalla Giunta Comunale con la delibera n. 274/2013, per renderlo coerente con i dettami del DRAG.

E’ del tutto evidente – chiosa Marraffa –  ma non è ultroneo metterlo in risalto, il fatto che ove l’Amministrazione Comunale non dovesse ritenere di porre rimedio alle irregolarità rilevate, questo Coordinamento Cittadino di Martina Franca di Forza Italia si vedrà costretto a sollevare il caso nelle opportune sedi politiche, preposte al controllo dell’azione amministrativa e nelle altrettanto opportune sedi giudiziarie.

Da qui, la proposta di delibera formulata da Forza Italia:

1. Di fare propria la proposta formulata dall’Amministrazione comunale con la delibera di G.C. 274/2013, in termini di volontà di dare seguito alla formazione del PUG per la Città di Martina Franca;

2. Di riservare a successivo provvedimento la formulazione degli obiettivi che il Piano Urbanistico Generale deve perseguire, dopo aver puntualmente operato una documentata e partecipata analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza del territorio di Martina Franca, desunta dal reale confronto con tutti gli operatori di tutti i settori produttivi, compreso il terziario, che, a loro volta, avranno la bontà di formulare e formalizzare le proprie aspettative di sviluppo, compatibili con la vincolistica nazionale e regionale, non emendabile con il PUG stesso;

3. Di indicare preventivamente, e solo come indirizzo da verificare in sede di analisi di cui al precedente punto 2) del presente  deliberato, negli obiettivi puntualmente indicati nella delibera di C.C. n. 23 del 1 marzo 2006 e in quelli indicati nella delibera di G.C. n. 274 del 2 luglio 2013 quelli auspicati, da perseguire con la formazione del PUG.

4. Di riservare a successivo provvedimento, l’approvazione dell’atto di indirizzo proposto dalla Giunta comunale con delibera n. 274/2013, opportunamente integrato ed emendato da questo Consiglio Comunale, nel pieno rispetto di quanto disposto dal DRAG vigente.

5. Di affidare la predisposizione di tale atto di indirizzo, con tutti i contenuti previsti dal DRAG (definizione obiettivi, documento di scoping, programma partecipativo e concertativo, indicazione delle risorse umane e strumentali) alla Ripartizione Tecnica di questo Comune.

6. Di revocare la Delibera di Consiglio Comunale n. 28 del 20 marzo 2015 avente ad oggetto “Adozione del Documento Programmatico Preliminare (D.P.P.) e del rapporto preliminare di orientamento, ex art. 11, comma 1, L R. Puglia n. 20 del 27/07/2001”, per mancanza dei necessari presupposti, accertati i motivi di nullità della delibera di G.C. n. 274/2013, contenente l’”ATTO DI INDIRIZZO” previsto dal DRAG.

7. Di prendere e dare atto che tutti gli altri provvedimenti formulati e adottati dalla Giunta Comunale, in dipendenza delle delibere commissariali n. 159/2011 e n. 236/2012 nonché della delibera di G.C. n. 274/2013, sono, per i motivi sopra esposti, anch’essi privi dei necessari presupposti e, più precisamente:

· Delibera di Giunta Comunale n. 102 dell’11 marzo 2015 avente ad oggetto “Proposta di adozione al Consiglio Comunale del Documento Programmatico Preliminare (D.P.P..) e del rapporto preliminare di orientamento ex art. 11 c.1 Legge Regione Puglia n. 20 del 27/07/2001”.

· Delibera di Giunta Comunale n. 38 del 25 gennaio 2018 avente ad oggetto: “Redazione del P.U.G. del Comune di Martina Franca. Ridefinizione Ufficio di Piano”.

· Delibera di Giunta Comunale n. 5 del 15 gennaio 2020 avente ad oggetto: “P.U.G. del Comune di Martina Franca: Indirizzi per la internalizzazione del servizio di redazione al I Settore”.

· Delibera di Giunta Comunale n. 84 del 17 marzo 2022 avente ad oggetto: “Proposta di adozione al Consiglio Comunale del Piano Urbanistico Generale (PUG) comprensivo del rapporto ambientale ex art. 11 comma 4 Legge Regione Puglia n. 20 del 27/07/2001”.

· Delibera di Giunta Comunale n. 94 del 25 marzo 2022 avente ad oggetto: “Proposta di adozione al Consiglio Comunale del Piano Urbanistico Generale (PUG) comprensivo del rapporto ambientale, ex art. 11 comma 4 Legge Regione Puglia n. 20 del 27/07/2001 – Integrazione DGC n. 84 del 17/03/2022”.

· Delibera di Giunta Comunale n. 452 del 23 dicembre 2022 avente ad oggetto: “Piano Urbanistico Generale (PUG) costituzione Osservatorio per la Bellezza – indirizzi al I Settore”

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