Presìdi Slow Food, inserite altre 7 eccellenze: riconoscimento per il suino della Valle d’Itria

Arrivano in Puglia 7 nuovi presidi Slow Food, che vanno ad aggiungersi ai 5 già presenti. Ieri mattina, nella sala conferenze del dipartimento Agricoltura di Regione Puglia a Bari, sono stati presentati i risultati del secondo step di “Presidiamo la Puglia”, progetto che si propone la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, con una collaborazione con Slow Food Puglia che porta a 12 i nuovi presidi Slow Food.

Tra le novità troviamo l’uva baresana (originaria di Adelfia), gli agrumi di Palagiano, il carciofo della Terra dei Messapi, i piselli salentini, la cipolla rossa delle Saline di Margherita di Savoia oltre a diverse eccellenze di origine animale come la pecora gentile della BAT e del barese e soprattutto il suino pugliese (diffuso in Capitanata, Murgia e Valle d’Itria). La storia di questa razza è legata alle vicende storiche e pastorali dell’Italia appenninica. Questi esemplari, allevati prevalentemente allo stato brado, si sono adattati alle aree ricche di boschi in cui ghiande, castagne, tuberi e radici rappresentavano una importante fonte nutritiva.

“Slow food aggiunge un altro importante tassello nell’attuazione della nostra strategia di valorizzazione e tutela delle eccellenze enogastronomiche made in Puglia. Per la precisione altri sette tasselli, sette presidi di prodotti, che sono identitari di un territorio, della cultura e della storia di tante comunità, elementi che rappresentano anche fortissimi attrattori turistici”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia.

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