L’umanità all’ospedale di Martina Franca

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che racconta dell’umanità che è possibile trovare anche all’ospedale di Martina Franca

Ti ritrovi l’ antivigilia di Natale in pronto soccorso all’ ospedale di Martina Franca…le lucine dei balconi nei palazzi si rincorrono…tu sei lì che senti ciabattine, piedi felpati e voci che si accavallano, vedi le barelle che vanno da una parte all’altra e cerchi di incrociare occhi che diano risposte…che evidentemente non possono arrivare.

Ne parlano male dei nostri ospedali…dei pronto soccorso…dell’umanità che vacilla nei reparti. Ma io ho visto altro…molto altro.
Ho visto un reparto operoso, che tra un “domani è vigilia vado a mangiare dai miei suoceri” ,” a Natale che fai?”…hanno dispensato sorrisi e affetto a chi, come noi, forzatamente avremmo dovuto trascorrere tutte le nostre desiderate ferie insieme a loro.
E allora tieni l’orecchio teso, osservi tutti …ascolti le loro storie.. ricevi conforto da chi di conforto avrebbe tutto il diritto di chiederlo.

Ci ricoverano, stanza 9…che bello penso, il mio numero fortunato, poi vediamo la nostra compagna di avventura. Un essere leggiadro…sembra una dama di altri tempi con il suo pigiama di seta bianco e lo scialle sulle spalle per difendersi da un freddo apparente che avevamo paura di soffrire.. a Martina Franca dicono faccia freddo..meglio coprirsi non si sa mai.

I capelli raccolti morbidi…se li aggiusta sarà un problema lavarli qui.. chissà come posso fare…non so stare con i capelli in disordine…bisogna essere signore anche in un ospedale.

E allora piano piano iniziamo a fare squadra a consolarci, a raccontarci.. ma tu perché sei qui…eh..io ho qualche problemino non sono di questo reparto ma il mio era pieno e mi hanno portato ad ortopedia…è un mese che ho sempre febbre alla fine mi hanno ricoverata qui…speriamo sistemino le cose…e tu perché sei qui: nonna Angela è scivolata si è rotta il malleolo…dicono che la opereranno.

Ma il reparto è in fermento…arrivano pazienti, noi zitte ci diciamo di non dare fastidio ascolta come strepita il paziente dell’altra stanza, l’ hanno portato d’ urgenza non è ortopedico…gli ospedali sono pieni…qui accolgono per aiutare…non sanno più che fare per lui…oddio sento una preghiera…non ce l ha fatta…

La signorina della stanza 3 ha 85 anni si rifiuta di farsi lavare…ha detto agli OSS che non vuole un uomo a lavarla, nessun uomo l’ha mai vista nuda…”Voglio la mia mamma che mi lavi”.

È la vigilia di Natale…oggi i parenti facciamoli restare mezz’ora in più…non è bello stare con noi a Natale.

“Nonna Angela oggi a pranzo abbiamo le pettole…festeggiamo insieme…tu cosa prepareresti per la vigilia?”. “Eh ragazzo mio..a Napoli si mangiano gli struffoli…io li preparo così… “
“Domani ti portiamo il panettone…non è come gli struffoli ma ce lo mangiamo insieme”.

Shhh…è arrivato il primario…facciamo meno casino altrimenti ci richiama…

Dai Angela domani ti operano e sistemiamo questo piedino…dottore potrò camminare dopo? Si signorina, devi impegnarti però e poi potrai anche ballare con Uccio, e i tuoi nipoti …sai mentre dormi lì chiami sempre…ti mancano vero?
Si…sono la mia vita.

Oggi trasferiscono la nostra compagna di stanza…i capelli è riuscita a lavarli, con una bottiglietta di acqua e tanta pazienza…ma nella sua leggiadria i suoi occhi hanno tanta tristezza velata…la trasferiscono ad oncologia…dovrà combattere come una leonessa ha due ragazze giovani da portare avanti…e ha paura…ma con l’ ironia e la sua signorilità desueta nel nostro tempo in cui l’imprecazioni sembra l unico modo di comunicare…mi dice che metterà un bel turbante in testa ed io… sarai bellissima lo stesso.

Ci siamo ripromesse di trascorrere una giornata in campagna insieme…ricordandoci del nostro Natale insieme…
Nel frattempo arriva il fisioterapista una voce dolcissima, “nonna dobbiamo fare esercizio così ricominci a camminare”…”assomigli a mio figlio…mia figlia è qui. Non mi ha lasciata un minuto”.

Ne parlano male dei nostri ospedali…dei pronto soccorso…dell’umanità che vacilla nei reparti. Ma io ho visto altro…molto altro in ortopedia a Martina Franca….e quello che ho visto si chiama umanità e dedizione.
Grazie a tutti ma proprio tutti i componenti del reparto ortopedia dell’ ospedale della Valle D’Itria di Martina Franca”

dr.ssa Maria Valeria Pappalepore

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