I portici di Martina Franca sono pubblici o privati?

Di chi sono i famosi portici di Martina Franca, quella bellissima serie di archi a tutto sesto che incorniciano una delle più belle piazze di Puglia? Il tema è particolarmente caldo, perché da qualche giorno circola sui social (pubblici e privati) una foto che rappresenta una situazione particolarmente incresciosa: i portici occupati da tavolini e sedie, appartenenti ad un ristorante, che ne trasformano la natura da luogo pubblico a deposito privato.

La notizia è che i portici sono privati. E non è una notizia recente, ma è noto, o almeno dovrebbe esserlo, dal 1930, ovvero da quando il caso finì in tribunale per una questione di tassazione di occupazione di suolo pubblico.

Come è noto, infatti, i portici di Piazza Immacolata sono stati la sede di uno storico mercato e la vicenda arriva in tribunale proprio perché alcuni commercianti pare non volessero pagare l’occupazione di suolo pubblico.

Il resoconto di quanto accadde è stato recentissimamente pubblicato in una ricerca intitolata “THE DIGITAL DOCUMENTATION OF THE CULTURAL HERITAGE BETWEEN PUBLIC INTEREST VERSUS PRIVATE PROPERTY. SURVEY AND RESEARCH ON THE IMMACOLATA SQUARE IN MARTINA FRANCA (APULIA, ITALY)” realizzata dai Massimo Leserri, architetto, in forze al DICATECh del Politecnico di Bari, e Gabriele Rossi, del dipartimento Architettura, Costruzioni e Design.

La piazza era prima dedicata a Garibaldi, per poi subire un cambio di denominazione. Nello specifico, la vicenda della proprietà è riportata così: “Da un successivo’Deliberazione del Commissario Prefettizio’dal 18 febbraio 1933 – conservato nello stesso fondo dell’Archivio di Stato di Taranto – risulta che i Portici di Piazza Garibaldi sono esenti dall’applicazione della tassa sull’occupazione degli spazi pubblici. La delibera, infatti, motiva questa decisione, in quanto deriva dalla sentenza vinta dai proprietari Ricci e Marinosci, che dichiara ‘questi terreni sono proprietà privata e pertanto non sono soggetti all’imposta sull’occupazione del suolo pubblico’.

La ricerca integrale si può leggere qui.

La vicenda, però, non può concludersi così, dato che da quella sentenza sono passati quasi cento anni – si era nell’epoca fascista! – e nel tempo l’uso della piazza è cambiato. Per questo occorrerebbe ridefinire gli strumenti legislativi a supporto della storica piazza, sia per tutelare gli interessi privati che quelli pubblici.

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