È accaduto nella notte tra sabato e domenica di Pasqua, poco dopo l’una e trenta, in via Bellini a Martina Franca. L’Arancina, storica rosticceria del centro, stava chiudendo i battenti quando si è verificato un grave episodio di violenza.
Secondo quanto ricostruito, un uomo di circa sessant’anni ha bussato alla porta del locale, ormai chiuso, chiedendo qualcosa da mangiare per sé e per una ragazza che lo accompagnava. Il titolare, Angelo Giardina, ha deciso di aprire e offrire loro ciò che era rimasto. I due si sono sistemati su un banco all’interno del locale.
Pochi minuti dopo è entrato un altro uomo, sulla quarantina, con un neonato di appena quattro mesi in un ovetto. Ha appoggiato il piccolo sulla mensola dove gli altri due stavano mangiando. La ragazza ha preso in braccio il bambino, ma improvvisamente l’uomo l’ha colpita con due schiaffi violenti.
Giardina è intervenuto prontamente, allontanando l’aggressore e cacciandolo dal locale. Ma l’episodio non si è concluso lì. All’esterno, l’uomo ha nuovamente aggredito la donna, afferrandola per la gola e colpendola con dei pugni, secondo quanto riferito dal ristoratore.
Nel frattempo, la moglie di Giardina aveva già allertato le forze dell’ordine. Sono intervenuti dapprima i Carabinieri, impossibilitati però ad agire perché la zona era di competenza della Polizia. Poco dopo è arrivata una volante del Commissariato, che ha fermato l’aggressore e lo ha portato in commissariato. Giardina ha poi sporto denuncia. La donna, invece, secondo quanto si apprende, non avrebbe denunciato il compagno.
L’episodio è stato reso pubblico da un post del presidente del Consiglio comunale Giovanni Basta, che ha espresso vicinanza e gratitudine al ristoratore. «Mi sono sentito in dovere di intervenire per difendere il bambino e quella donna», ha dichiarato Giardina al Quotidiano di Puglia, sottolineando come la sua scelta sia nata da un senso civico che oggi sembra sempre più raro.
«Tanti, il giorno dopo, mi hanno detto: chi te lo fa fare? E se aveva un coltello? Io non ci ho pensato: ho agito. È l’indifferenza che alimenta questo schifo», ha aggiunto. Giardina ha voluto anche denunciare la passività dei presenti: «C’erano tanti ragazzi, ma nessuno ha mosso un dito».
Una vicenda che richiama l’attenzione su una comunità che, troppo spesso, resta a guardare. Ma anche una storia di coraggio quotidiano. «Abbiamo tanto da imparare da cittadini come Angelo Giardina», ha concluso Basta.
Qualche giorno fa in merito al fenomeno, sempre in aumento, della violenza sulle donne, in occasione di Malesangue abbiamo intervistato l’avvocata Filomena Zaccaria.

Lascia un commento