Un tentativo di rapina ai danni di un’anziana residente nelle campagne di Martina Franca è stato sventato dai Carabinieri, grazie all’intercettazione di un veicolo rubato dotato di localizzatore satellitare. L’episodio si è rivelato decisivo per smascherare un gruppo criminale accusato di numerosi reati, tra cui furti, tentate estorsioni, ricettazione e detenzione di armi clandestine.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Brindisi e condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Monopoli, ha portato all’emissione di sette misure cautelari: cinque arresti in carcere, uno ai domiciliari e un obbligo di firma. Fondamentale il supporto operativo del Nucleo Cinofili di Modugno, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia” e del 6° Nucleo Elicotteri di Bari.
L’anziana di Martina Franca nel mirino della banda
Il fatto più inquietante riguarda un tentato colpo pianificato nelle campagne martinesi. Gli indagati avevano preso di mira una donna anziana, studiando a lungo la sua abitazione e le sue abitudini. Si erano preparati con maschere in lattice, fascette da elettricista e un finto pacco da consegnare per farsi aprire la porta.
Il piano è però naufragato quando i Carabinieri hanno intercettato l’Alfa Romeo Giulietta rubata che il gruppo intendeva utilizzare per il colpo. Il mezzo, grazie al tracciamento GPS, è stato individuato sulla Statale 172, facendo scattare un inseguimento. I malviventi hanno cercato di seminare i militari gettando chiodi a tre punte sull’asfalto, riuscendo a dileguarsi momentaneamente. Tuttavia, l’antifurto satellitare ha condotto i Carabinieri fino all’abitazione di uno degli arrestati, dove l’auto è stata ritrovata. In quell’occasione, per tre dei soggetti coinvolti è scattata una denuncia per ricettazione.
Sono finiti in carcere:
- F. C., 27 anni, di Fasano
- G. L., 57 anni, di Fasano
- P. M., 62 anni, di Fasano
- V. S., 57 anni, di Fasano
- T. S., 57 anni, originario di Ostuni e residente a Lecce
Ai domiciliari:
- C. C., 44 anni, di Fasano
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:
- M. C., 50 anni, di Fasano
Una scia di crimini contro soggetti deboli
Le indagini hanno evidenziato un modus operandi spietato: le vittime prescelte erano spesso anziani soli e indifesi, ritenuti facili bersagli. Il tentativo di rapina sventato a Martina Franca non è stato un caso isolato.
Il 1° maggio 2023, un’altra donna anziana, questa volta residente a Fasano, è stata sorpresa in casa mentre era impegnata in lavori domestici. Due uomini con il volto coperto da calzamaglie, uno dei quali l’ha immobilizzata coprendole la bocca, hanno cercato di rapinarla. Ma la donna, approfittando di un attimo di distrazione del suo aggressore, è riuscita a urlare e a richiamare l’attenzione dei vicini. I malviventi, colti di sorpresa, sono fuggiti.
Tra gli altri reati contestati vi sono numerosi furti d’auto, quasi sempre utilizzate per compiere altri crimini. Secondo gli investigatori, era G. L. a procurarsi i veicoli. Nel gennaio 2023 avrebbe rubato un’Alfa Romeo Giulietta, simile a quella sottratta il mese seguente a un noto avvocato fasanese. In quell’occasione fu la compagna di L., M. C., a notare l’auto appena trafugata. Dopo il furto, L. avrebbe addirittura portato la Giulietta a un autolavaggio self-service per ripulirla, salvo poi abbandonarla perché alimentata a GPL, cosa che l’avrebbe resa “poco utile”.
Nel marzo successivo, ancora un’altra Giulietta viene sottratta, ma stavolta lo scopo era quello del cosiddetto “cavallo di ritorno”: il proprietario avrebbe pagato 500 euro per riavere indietro il veicolo. Nei primi giorni di aprile 2023, L. è accusato anche di aver tentato il furto di un’Alfa 147, senza riuscirci a causa di danni alla serratura e al blocchetto d’accensione.
Ad aprile viene rubata l’Alfa Romeo destinata al fallito colpo di Martina Franca, e a maggio una Fiat Panda. Durante la perquisizione nell’abitazione condivisa da L. e M. C., i militari hanno scoperto una rivoltella calibro .38 di fabbricazione brasiliana, con matricola abrasa e caricata con cinque proiettili, nascosta in un mobile della cucina. Altre dieci cartucce dello stesso calibro erano occultate in un altro punto dell’abitazione.
L’inchiesta prosegue per accertare il coinvolgimento di altri soggetti e chiarire eventuali collegamenti con episodi analoghi sul territorio.

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