I padri passionisti lasciano Ceglie Messapica dopo 127 anni

Si è conclusa sabato 31 agosto u.s., con una santa messa di ringraziamento, la presenza stabile e residenziale dei Padri Passionisti nella città di Ceglie Messapica.

Ha presieduto la celebrazione Mons. Franco De Padova, Vicario Generale della Diocesi di Oria, alla presenza del Superiore Provinciale del Padri Passionisti P. Giuseppe Adobati, di diversi sacerdoti passionisti e dei sacerdoti delle parrocchie cegliesi, in una chiesa gremita di numerosi fedeli e cittadini, tra cui il sindaco Angelo Palmisano e il consigliere regionale Luigi Caroli.

La commozione era palpabile tra i numerosi presenti, profondamente dispiaciuti della decisione della Congregazione passionista di chiudere il Convento cegliese dopo ben 127 anni. Soprattutto perché il legame tra Ceglie Messapica ed i Padri Passionisti è stato forte e antico. Nel 1897, infatti, fu fondato il primo Ritiro dei Padri nella città messapica, sulla via per San Vito, dove attualmente è presente la Casa di Riposo San Giuseppe. Successivamente i Padri costruirono la nuova sede e si trasferirono nella nuova e grande struttura, nella attuale via San Paolo della Croce, dove hanno risieduto stabilmente ed ininterrottamente fino al 31 agosto 2024.

Tra le tante cose, i Padri Passionisti, a Ceglie, hanno dato, soprattutto, un grande impulso alla religiosità dei cegliesi: le missioni popolari, le predicazioni, gli esercizi spirituali, la collaborazione attiva e fattiva nelle diverse comunità parrocchiali, la direzione spirituale di tanti fedeli. E, nel corso del tempo, diversi giovani cegliesi hanno seguito la propria vocazione religiosa, aderendo alla Congregazione dei figli di San Paolo della Croce. Ed ancora non possiamo non ricordare il sostegno dato ai poveri e ai più bisognosi o il ruolo fondamentale avuto nell’istituzione del Liceo Classico, che trovò ospitalità proprio in un’ala del Convento e per diverso tempo godette della presenza di docenti tra i Padri Passionisti e fu frequentato anche dai giovani studenti passionisti che risiedevano e seguivano il proprio cammino di formazione presso il convento cegliese. Inoltre i Padri Passionisti a Ceglie sono custodi, da ormai tanti anni, delle spoglie mortali di Santa Aurelia, un tesoro inestimabile per la comunità cittadina ed una testimonianza sempre viva della fede e dell’amore. Il Convento conserva anche una importante biblioteca con la presenza di notevoli donazioni, locali e non solo, di grande pregio e valore.

La città e l’intero territorio cegliese sono pieni di testimonianze fisiche e concrete che ricordano la presenza a Ceglie dei Passionisti. Ma soprattutto in ogni cegliese è viva questa importante presenza.

Come non ricordare il 1997, quando si è tenuto un intero anno di Celebrazioni per i cento anni della presenza dei Passionisti in Ceglie Messapica, culminato con l’attribuzione della cittadinanza onoraria cegliese all’allora Superiore Generale dell’Ordine, P. José Agustin Orbegozo. Tale onorificenza fu attribuita quale segno di riconoscenza dell’intera città alla lunga e fruttuosa presenza dei Padri Passionisti a Ceglie Messapica, finalizzata alla promozione umana e spirituale del popolo cegliese, come ebbe a sottolineare il sindaco dell’epoca prof. Pietro Mita.
Le Celebrazioni del 1997, come si ricorda nella pubblicazione, curata da p. Carmelo Turrisi, che raccoglie anche gli atti ufficiali del Convegno celebrativo del Centenario, sono state «un segmento di storia, un pezzo di vita» di questa città inserita nell’humus meridionale, tra la fine del secolo scorso e l’alba del nuovo millennio per fare “memoria” di un passato, riandare alle radici dalle quali è sbocciato il presente, per proiettarsi verso il futuro; una storia che si è cercato di scoprire e rivisitare; uno spaccato della vita del Meridione d’Italia che si allaccia alla storia più ampia dell’Italia di fine secolo XIX.

Un territorio di antiche culture, quello cegliese, territorio dei Messapi, popolo di pacifici coloni, ma che all’occorrenza seppero mutarsi in fieri e bellicosi guerrieri; territorio di incontro tra la cultura greca e quella romana, prima, e quella medievale e rinascimentale in seguito; e, non ultimo, territorio di grandi progetti e di uomini illustri. Una terra avara è questa, ma abitata da donne e uomini generosi, «che rubando ai boschi la terra, ne fecondarono l’arida natura e resero fertile la roccia e che in tempi critici e difficili hanno sempre fronteggiato le situazioni con la loro nota laboriosità e sobrietà».

Pertanto il legame tra la città e la Famiglia Passionista era ritenuto ormai indissolubile. Soprattutto perché Ceglie Messapica non sarebbe stata la stessa senza la presenza Passionista. Ed anche per il futuro la nostra città avrebbe avuto bisogno di questo importante punto di riferimento.

Ma le scelte della Congregazione sono andate in un’altra direzione. Per il momento la chiesa di San Paolo della Croce a Ceglie Messapica sarà aperta una volta a settimana, ogni sabato pomeriggio, per le confessioni e per la celebrazione eucaristica vespertina, a cura dei sacerdoti passionisti del Convento di Manduria. Sarà un lento addio? La speranza dei cegliesi è che, in futuro, le cose possano cambiare e l’addio diventi un arrivederci per il bene della comunità cittadina.

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