Mancano ormai un paio d’ore alla prima della Scala, lo spettacolo inaugurale della stagione, prestigioso appuntamento culturale nazionale. Quest’anno lo straordinario appuntamento è un po’ martinese: l’opera, “La forza del destino” di Giuseppe Verdi, sarà diretta dal regista Leo Muscato, di Martina Franca, ormai acclamato professionista. Nella buca dell’orchestra ci sarà anche Emanuele Urso, primo corno. Sarà possibile seguirla in diretta su Rai Uno.
Sul sito della Rai si legge: “Sarà quindi una Forza del destino “mai vista” quella proposta dal Direttore musicale Riccardo Chailly e dal regista Leo Muscato per l’apertura di stagione del primo teatro italiano. Tra i protagonisti, Anna Netrebko nel ruolo di Leonora, Ludovic Tézier come Don Carlo e Brian Jagde nel ruolo di Don Alvaro. Per portare l’opera in tv, Arnalda Canali – che cura la regia televisiva – avrà a disposizione dieci telecamere in alta definizione, 45 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 15 radiomicrofoni dedicati ai solisti, con un gruppo di lavoro di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video. Lo spettacolo sarà trasmesso in diretta anche su Radio 3, su Rai1 HD canale 501, su Rai 4K e su RaiPlay, dove potrà essere visto per 15 giorni dopo la prima”.
La Forza Del Destino (si legge su Fanpage) è un melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave (riadattato da Ghislanzoni nella versione milanese) tratto dal testo di Angel de Saavedra, duca di Rivas. L’opera esplora temi di destino, vendetta e redenzione. Si svolge nel ‘700 tra Spegna e Italia e tra i primi due atti trascorrono 18 mesi. La protagonista Donna Leonora, soprano, figlia del marchese di Calatrava, è innamorata di don Alvaro, tenore, un uomo sensibile e audace ma meticcio, quindi borderline per il mondo della corte. Una storia d’amore forte e autentica che spinge i giovani a progettare una fuga verso Siviglia. Ma l’arrivo del padre, la scoperta della fuga e la successiva incarcerazione di Don Alvaro danno vita a una serie di eventi, tra cui la morte del Marchese per un colpo di pistola fortuito e il successivo addio della coppia. Negli ultimi due atti compare il fratello di Leonora, Don Carlo, mentre la donna si rifugia al Monastero della Vergine degli Angeli. Poi il ferimento in battaglia di Don Alvaro e la scena finale nel Monastero, in cui si incontrano nuovamente l’uomo con la sua amata.
L’opera verdiana porta con sé una triste leggenda, ma sia Muscato che il tenore Tézie commentano: “Bisogna fregarsene e pensare alla luce. E comunque non esistono opere senza incidenti”.

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