Si terrà oggi pomeriggio alle 18.30 la prima assemblea del Pd di Martina Franca alla presenza di Domenico De Santis, segretario regionale e commissario del circolo locale, dopo le dimissioni di Alba Lupoli e della segreteria. Non è da escludere che uno degli argomenti sia la doppia preferenza di genere per le elezioni regionali, che potrebbe aprire scenari nuovi anche a livello locale.
Non c’è pace, comunque, all’interno del primo partito del centrosinistra martinese, che ha dovuto subire senza quasi interferire, la verifica politica voluta da Visione Comune, incassando però le importanti deleghe alla Cultura e alla Scuola.
Lo statuto del Pd regionale prevede (articolo 7 comma 20) la possibilità per l’assemblea cittadina di eleggere un nuovo segretario, in caso di dimissioni, ma entro trenta giorni. Lo statuto non obbliga, ma permette questa modalità. Il 19 febbraio scorso si è tenuta una assemblea con la segretaria provinciale Anna Filippetti, solo 13 giorni dopo le dimissioni della Lupoli, durante la quale questa possibilità non è emersa né da parte degli iscritti né, a quanto pare, da parte della segretaria tarantina. Forse nessuno ha letto lo statuto regionale?
Questa possibilità viene resa pubblica in un incontro del 22 marzo, l’ultimo dei tre convocati dalla consigliera Tiziana Schiavone a seguito della verifica amministrativa (il primo è il 14 marzo, ovvero il giorno dopo il varo della nuova giunta).
Sarebbe opportuno chiedersi perché l’assemblea non sia stata convocata in tempo per contribuire alla verifica di giunta (nota ai partiti già dal sabato precedente), ma solo dopo le decisioni prese dalla maggioranza consiliare, in tempo magari solo per commentare e non per incidere.

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