La vicenda della violenta lite tra i giovani fidanzati che domenica scorso ha visto l’intervento della polizia, richiama alla mente la necessità di ribadire che la violenza domestica, in tutte le sue forme, è presente ovunque non conosce ceto sociale, come da tempo sostengono le operatrici del centro antiviolenza “Rompiamo il silenzio” di Martina Franca. Secondo quanto ci comunicano, dall’inizio del servizio, nel 2015, i numeri delle donne che si rivolgono allo sportello sono notevoli: 548 accessi.
Nel 2024 al Centro antiviolenza scrivente ci sono stati 41 nuovi accessi, dei quali 29 sono state le prese in carico che hanno necessitato dei percorsi previsti; consulenza: psicologica, legale, sociale, autonomia abitativa e/o lavorativa.
I dati nel dettaglio:
Residenza
17 risiedono a Martina Franca
8 risiedono a Crispiano
2 risiedono a Lecce
1 risiede a Ceglie Messapica
1 risiede a Locorotondo
Cittadinanza: 24 donne sono cittadine italiane e 5 donne sono straniere
Presenza di figli: minori coinvolti 36
Denuncia: 10 donne hanno sporto querela
Accesso al Cav: 24 accessi spontanei, 4 invii (3 SSP e 1 FF.OO.)
“Si è mantenuto costante il dato delle richieste di consulenze (sociali- psicologiche – legali) riferite alle prese in carico terminate negli anni precedenti. In particolare, le donne considerano nel tempo il Centro Antiviolenza come punto di riferimento ogni qualvolta sopraggiunge un nuovo accadimento relativo alla propria storia di violenza. (nuovo reato, sentenze, custodia/diritto di visita dei figli minori… etc.), senza necessariamente dare avvio nuovamente ad una presa in carico, ma con la richiesta costante di consulenza e sostegno. Questo comporta la necessità di un confronto costante per le prese in carico integrate con il SSP e il C.F.” spiegano da “Rompiamo il silenzio”.

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