Il 25 aprile e il Primo Maggio sono due ricorrenze strettamente legate, il Natale e Capodanno laici, patriottici. La Costituzione Italiana, il cui articolo 1 recita “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” è stata scritta da coloro che ci hanno liberato dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. Il lavoro, quindi, secondo i padri costituenti, è il primo antidoto al fascismo, alla dittatura dei forti sui deboli, al governo dei corrotti. Lavoro è democrazia, perché solo attraverso il lavoro si può produrre il giusto benessere collettivo, il progresso al quale dovremmo tendere, tutti.
Dalla sanità pubblica all’ex Ilva, dagli uffici comunali alle grandi direzioni statali, dai trasporti alla scuola, le cronache raccontano di una società fortemente compromessa, ma che si mantiene in piedi grazie solo a coloro che compiono il loro dovere, siano essi infermieri o primari, insegnati o operatori ecologici, assessori o giornalisti. Coloro che fanno sostengono col loro lavoro una nazione altrimenti allo sfacelo. Mentre l’Italia cade a pezzi, uno alla volta, il lavoro è il nostro “dov’eri”. Dov’eri mentre la sanità pubblica veniva smantellata? Dov’eri mentre i trasporti diventavano sempre più inefficienti? Dov’eri mentre la scuola veniva privatizzata? Dov’eri mentre a volte le forze dell’ordine identificavano chi canta O Bella ciao?
Qualunque lavoro facciamo contribuisce in qualche maniera al progresso e al benessere della comunità, come una rotellina di un ingranaggio enorme, complesso, composto dall’intreccio delle vite di noi tutti. Quando una di queste rotelline si ferma, o gira al contrario, l’intero ingranaggio ne risente.
Buon Primo Maggio 2025, quindi, a coloro che con i loro sforzi quotidiani tengono in piedi una società e un sistema imperfetto, ma sicuramente meno peggio di quello di cent’anni fa. Buon Primo Maggio a coloro che cercano un lavoro e non lo trovano, ma che prima o poi avranno la loro occasione. Buon Primo Maggio anche ai parassiti, a coloro che vivono sulle spalle di chi lavora, a chi non produce cambiamento, a chi campa di rendita, a chi sfrutta, perché capiscano che la società non ha bisogno di loro. Buon Primo maggio a tutti!

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