L’asilo nido “Bet Anawin” di Montetullio, a Martina Franca, gestito da anni dall’associazione Cemea di Taranto, chiuderà i battenti da domani. A nulla è servita la riunione tenutasi sabato 10 maggio in Comune con l’assessora ai servizi sociali Elena Convertini, la cooperativa e le famiglie dei venti bambini iscritti. Il servizio, molto apprezzato in un quartiere privo di altri presìdi educativi o sociali, è stato travolto da uno sfratto esecutivo dovuto a un debito di circa 18.000 euro accumulato dalla cooperativa verso il Comune, legato a canoni di affitto non pagati e utenze non volturate.
Nonostante la recente copertura del debito da parte della cooperativa, lo sfratto è rimasto irrevocabile per via della sentenza definitiva del tribunale. Il Comune aveva proposto di posticipare il rilascio dell’immobile al 31 luglio, per garantire la continuità del servizio fino al 5 agosto, ma la società ha deciso di sospendere comunque le attività già da lunedì, lasciando le famiglie senza una soluzione immediata.
La vicenda ha acceso il malcontento tra i genitori, che si sentono abbandonati. Alcuni avevano già lamentato in passato chiusure improvvise del servizio. Il Comune, pur essendo creditore, si è dichiarato disponibile al dialogo, ma ha sottolineato che non vi erano le condizioni per fermare la procedura esecutiva. Una differenza sostanziale con gli altri asili convenzionati del territorio emerge chiaramente: l’asilo di Montetullio operava solo in base a un contratto di affitto, senza alcuna convenzione educativa strutturata.
Intanto, il quartiere Montetullio resta senza servizi, in attesa che si concretizzi il nuovo asilo da 60 posti finanziato con fondi PNRR (1,44 milioni di euro), già approvato per la stessa area. Inoltre, è stato annunciato un secondo progetto, sempre a valere sul PNRR, per un nido a servizio della zona industriale. Entrambe le strutture dovrebbero contribuire a colmare il fabbisogno educativo per i bambini da 0 a 2 anni, molto sentito a Martina Franca.

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