Scuola e propaganda elettorale. La replica del Majorana al Collettivo 080

L’istituto Majorana di Martina Franca replica al comunicato del Collettivo 080 in merito allo studente sanzionato per aver attaccato un adesivo per il referendum dell’8 e 9 giugno prossimo.

Visti i recenti articoli pubblicati su riviste locali e nazionali, corre l’obbligo di richiamare la normativa in tema di propaganda elettorale nelle pubbliche amministrazioni, cui rientrano le istituzioni scolastiche.

• art. 29 comma 6 legge 25/3/1993 n. 81,

È fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale e per tutta la durata della stessa”;

• art. 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28

Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

Ciò posto, tutta la comunità scolastica deve rispettare il divieto di fare campagna elettorale (distribuzione volantini/schede, adesivi ed altro) all’interno e nelle pertinenze della scuola ed è tenuta ad astenersi da qualsiasi propaganda elettorale e/o comunicazione politica e ciò all’evidente scopo di mantenere un ambiente scolastico libero da influenze politiche che potrebbero compromettere l’imparzialità dell’educazione.

Di tale tenore è la circolare interna dell’IISS Majorana, pubblicata in data 19us. Il dirigente scolastico ha il compito di garantire il rispetto delle norme e assicurare condizioni che evitino favoritismi e conflitti, promuovendo un’etica di imparzialità.

Evitare la propaganda elettorale non certo significa che l’istituto Majorana, come non correttamente ipotizzato dalla Rete degli studenti medi, non si preoccupi di “formare i cittadini e fornire gli strumenti di partecipazione democratica”. Basterebbe sfogliare le pagine del Piano dell’offerta formativa della scuola, visitarne il sito, dare uno sguardo alle pagine di tanti altri articoli di giornale, semplicemente: informarsi prima di scrivere ed esprimere giudizi di valore, per comprendere cosa l’istituzione scolastica faccia per dare spazio e voce agli studenti, per promuovere il confronto su tematiche sociali, culturali e politiche, sempre assicurando la partecipazione democratica degli studenti alla vita scolastica nel rispetto delle norme di settore.

Lo studente destinatario della nota disciplinare per aver apposto adesivi e volantini fuori e dentro la scuola tutto questo lo sa bene.

Quanto al fatto: gli sticker non finiscono sui muri…..Gli sticker vengono volontariamente e senza autorizzazione apposti. La nota disciplinare che la docente ha ritenuto di apporre allo studente, senza peraltro fare riferimento ad atti di vandalismo, come non correttamente asserito dai media, ha inteso stigmatizzare il comportamento di chi arbitrariamente manca di rispetto per l’ambiente scolastico.

Perché avere rispetto dell’ambiente scolastico è anche questione “politica”: prendersi cura della cosa pubblica.

La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Anna Maria Gabriella Mele

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