Il problema sicurezza è un problema di personale

Il brigadiere capo Carlo Legrottaglie è morto l’ultimo giorno di lavoro. Dopo quarant’anni di servizio era ancora a bordo di una volante. Al di là della vicenda di cronaca, forse è opportuno approfondire questo tipo di aspetto. Si può essere ancora per strada a sessant’anni? Se sì, evidentemente, è perché le forze dell’ordine, come ogni settore pubblico, hanno penuria di personale.

Questa è, secondo il nostro avviso, la questione pruriginosa della vicenda, più dell’indagine a carico dei due poliziotti che hanno arrestato Giannattanasio e ferito a morte (probabilmente) Mastropietro, che ha polarizzato l’opinione pubblica che evidentemente è un po’ digiuna di procedura penale. Ma forse occorre chiarire meglio questo aspetto.

Essere indagati per un appartenente alle forze di polizia può mettere a repentaglio temporaneamente solo eventuali promozioni in corso, mentre dà la possibilità di far partecipare i propri legali durante le varie fasi dell’inchiesta. Essere indagato permette di essere informato sulle indagini in corso, e di far partecipare i propri legali alle varie fasi. Essere indagati non vuol dire che la Procura sospetta qualcosa. Inoltre con il nuovo Decreto Sicurezza, lo Stato si fa anche carico delle spese legali sostenute dagli agenti. Tra l’altro è lo stesso legale di uno degli agenti a dirlo:

“Si tratta di un atto dovuto”, spiega all’Adnkronos l’avvocato Antonio Maria La Scala, legale di uno dei due agenti.

Alimentare la discussione su questo aspetto vuol dire da un lato sfruttare la strutturale ignoranza dell’opinione pubblica, dall’altro distogliere lo sguardo dall’elemento che – secondo chi scrive – è più rilevante: c’è un gravissimo problema di personale.

Negli stessi giorni in cui il brigadiere capo Legrottaglie veniva sparato e ucciso mentre compiva il suo dovere, i sindacati di polizia, autonomi e non, erano sul piede di guerra perché nel “Piano di distribuzione ruolo ordinario Agenti e Assistenti Giugno 2025” moltissimi territori, tra cui Brindisi e Taranto, erano rimasti a bocca asciutta (qui potete leggere i numeri). Nel dettaglio, secondo il documento, a Brindisi una sola unità, a Taranto dieci per il Reparto Mobile e tre allievi. Se è tanto o poco, basta fare il paragone con alcune province del Nord, premiate di più dal Ministero (e chissà se è un caso che lo “sconcerto” per l’indagine a carico dei due poliziotti provenga proprio dalla Lega).

Questa valutazione non la facciamo noi, ma è quanto riportavano i sindacati prima della triste vicenda di Legrottaglie.

Ancora una volta Taranto resta esclusa dal piano nazionale di rafforzamento degli organici della Polizia di Stato. La decisione ha provocato la dura reazione della segreteria provinciale del SAP, che in una nota definisce “inaccettabile” l’assenza di nuove unità, nonostante il territorio ionico sia da tempo alle prese con una criminalità sempre più aggressiva.

«Legalità senza uomini e mezzi è solo una parola vuota. Le forze dell’ordine sono diventate bersagli e chi dovrebbe garantire il loro supporto si gira dall’altra parte”» ha dichiarato il Segretario Provinciale di Taranto, Fabrizio Santoro.

Su questo aspetto è intervenuto anche Rosario Lima, segretario provinciale della SILP Cgil Taranto, in una lettera inviata al nazionale il 16 giugno scorso:

Una sola riflessione ci sia consentita, al di là delle polemiche: ciò che è accaduto, sia pure in parte, è figlio anche di una carenza di organico ormai cronica e quasi inarrestabile che affligge la provincia ionica e il Silp Cgil denuncia, inascoltato, da anni. Un altro episodio che tradiva la situazione ormai delicatissima di cui parliamo fu la sparatoria, gennaio 2022, avvenuta in Taranto, Viale Magna Grecia o nel centro storico di Manduria, ove, in entrambi i casi, in pieno giorno ed in pieno centro cittadino, i malviventi, senza lacuna remora, misero mano alle armi, come in un film western. Anche allora, un collega fu ferito, ma fortunatamente è ancora fra noi; ciò che mi preoccupa, come addetto ai lavori, è l’apparente facilità con la quale circolino armi ed altre situazioni o sostanze illecite che portano all’uso delle suddette armi. Magari una pattuglia in più, un posto di controllo in più aumenterebbero il deterrente (la vecchia polizia di prevenzione che sembra cosi desueta) ricordiamo che in passato, la città in cui operiamo aveva, per ogni turno, due volanti in più di ora ed i relativi equipaggi erano composti da tre colleghi anziché due. Il nostro auspicio, se davvero qualcuno ha a cuore le Forze di Polizia che operano nel territorio ionico, è che quanto accaduto funga da monito e porti ad integrare gli organici dei tanti, troppi pensionamenti che restano privi di sostituzione. Il resto è … passerella

Il problema della carenza del personale era stata segnalata anche ad aprile di quest’anno, da un altro sindacato di Polizia, il Mosap, come riporta il Corriere di Taranto:

“La situazione è fuori controllo e i nostri agenti sono allo stremo”, denuncia Mario Calcagnini, segretario interprovinciale del sindacato, che ha formalmente scritto al Questore Michele Davide Sinigaglia chiedendo rinforzi urgenti per l’organico cittadino.

A preoccupare particolarmente sono gli episodi violenti registrati nelle ultime settimane, come l‘aggressione avvenuta presso il supermercato Lidl di via Mazzini, dove un poliziotto è stato colpito con una testata. “Questi non sono casi isolati, ma segnali di un degrado crescente della sicurezza pubblica”, sottolinea Calcagnini.

Il nodo centrale rimane la cronica insufficienza di personale nell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico. “Le pattuglie sul territorio sono insufficienti per garantire una copertura adeguata. Il motto ‘Esserci sempre’ deve tradursi in fatti concreti”, insiste il rappresentante sindacale.

Il Mosap ha esteso l’appello ai vertici del dipartimento di Pubblica sicurezza, chiedendo che Taranto venga considerata prioritaria nei prossimi piani di distribuzione del personale.

Il territorio non si può controllare senza personale e per ovviare a questo problema probabilmente si chiede ad agenti e carabinieri con decine di anni di carriera alle spalle, che ben potrebbero stare lontani dalla strada, di essere nella volante alle 7.00 del mattino, garantendo con la propria professionalità e il proprio onore al giuramento l’incolumità dei cittadini, rischiando e perdendo la vita, e per il quale impegno dovremmo alzarci tutti in piedi e toglierci il cappello. Un impegno che onorano moltissimi medici rimasti soli nelle corsie, insegnanti nelle scuole, e impiegati nei vari enti.

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