Taranto, in arrivo della petroliera Seasalvia: USB e Cobas chiedono lo stop alla consegna di greggio per l’aviazione israeliana

L’organizzazione sindacale USB e i Cobas ha richiesto un incontro urgente in merito alla notizia, appresa nelle ultime ore, dell’arrivo nel porto di Taranto della nave petroliera Seasalvia (IMO:9629550). L’imbarcazione trasporta un carico di circa 30.000 tonnellate di greggio, destinato – secondo quanto riportato – all’aviazione militare israeliana.

I sindacati denunciano quella che definiscono “una fornitura ad uso bellico in favore di uno Stato coinvolto in operazioni di guerra e responsabile di gravi violazioni dei diritti umani”, sottolineando come la consegna vada impedita “per ragioni umanitarie, di legittimità costituzionale e per concretizzare l’interruzione di ogni rapporto con lo Stato di Israele”.

Nella nota, le organizzazioni rimarcano anche il legame con la mobilitazione nazionale del 22 settembre scorso, quando lo sciopero generale e le manifestazioni diffuse in molte città italiane hanno espresso “un sentimento di indignazione e una volontà popolare di fermare il genocidio in corso a Gaza”.

A Taranto, sottolineano i sindacati, questa spinta dal basso è viva e diffusa. Per questo motivo, oltre alla richiesta di intervento immediato alle istituzioni competenti, è stato annunciato un presidio cittadino: lavoratori, lavoratrici e cittadini solidali si ritroveranno oggi alle ore 19:00 davanti all’ingresso del porto mercantile di Taranto per manifestare contro l’attracco della nave e l’utilizzo bellico del suo carico.

Una mobilitazione che si inserisce in un quadro nazionale e internazionale di crescente pressione per fermare forniture militari verso Israele e chiedere un cessate il fuoco immediato a Gaza.

fonte foto: Vesselfinder

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