A partire dal 15 novembre 2025, l’ex Ilva di Taranto entra in una nuova fase operativa con cambiamenti concreti e immediati alla produzione. Ecco cosa accadrà realmente nei prossimi mesi. Ecco passo dopo passo cosa accadrà all’ex Ilva di Taranto secondo quanto comunicato dal Governo Meloni.
Gennaio 2026: si fermano le batterie di cokefazione
Dal 1° gennaio 2026 si fermerà la produzione delle batterie di cokefazione numeri 7, 8, 9 e 12. Le batterie saranno mantenute in “riscaldo” e lo stabilimento utilizzerà coke acquistato da fornitori esterni. Questo rappresenta il cambiamento operativo più significativo e segna l’avvio concreto del passaggio al ciclo corto.
Da metà gennaio: un solo altoforno attivo
A partire da metà gennaio 2026, l’impianto lavorerà con un solo altoforno per un periodo di circa 20 giorni, alternando AFO4 e AFO2. Si tratta di una riduzione drastica della capacità produttiva che avrà impatti diretti sui volumi di acciaio prodotti.
Manutenzione straordinaria fino a febbraio
Nel periodo tra il 15 novembre e febbraio 2026, l’Amministrazione Straordinaria condurrà interventi di manutenzione su:
- AFO2 e AFO4
- Acciaieria 2
- Treno Nastri 2
- Rete gas coke e agglomerato
- Impianti marittimi
- Adeguamenti normativi ATEX
- Prescrizioni del Comitato Tecnico Regionale
Questi lavori sono necessari per mantenere operativi gli impianti che continueranno a funzionare.
Da marzo 2026: interventi sugli altri impianti
A partire da marzo 2026 saranno necessari ulteriori interventi su AFO1 (ora dissequestrato), Centrali Elettriche, Utilities, Cokerie, Acciaieria 1, Treno Nastri 2, Treno Lamiere e lavorazioni a valle. La gestione di questi interventi dipenderà probabilmente dal nuovo acquirente dello stabilimento.
L’impatto sull’occupazione: 6.000 persone in CIG
La rimodulazione produttiva comporta conseguenze immediate sull’occupazione. Dal 15 novembre a fine dicembre, i lavoratori in Cassa Integrazione con integrazione del reddito passano da 4.550 a circa 5.700 unità.
Dal 1° gennaio 2026, con la fermata delle batterie di cokefazione, si raggiungeranno 6.000 unità in CIG. Il governo ha annunciato una norma legislativa per garantire la copertura finanziaria dell’integrazione salariale, ma al momento si tratta ancora di un annuncio.
Le prospettive europee: misure in arrivo a dicembre
Sul fronte europeo, il 3 dicembre la Commissione ha adottato misure concrete per la siderurgia:
- Limitazione delle importazioni senza tariffa a 18,3 milioni di tonnellate annue (riduzione del 47% rispetto ai contingenti del 2024)
- Dazio fuori quota raddoppiato al 50% (prima era al 25%)
- Rafforzamento della tracciabilità dei mercati dell’acciaio
Il 10 dicembre è prevista la revisione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e del sistema ETS da parte del collegio dei commissari. Queste misure potrebbero offrire maggiore protezione al mercato siderurgico europeo.
Il piano di decarbonizzazione: obiettivo a quattro anni
Esiste un Piano di Decarbonizzazione che prevede la trasformazione completa dell’ex Ilva in quattro anni, con l’obiettivo di permettere all’Italia di diventare il primo Paese europeo a produrre solo acciaio green, mantenendo la continuità produttiva.
Tuttavia, questo rimane per ora un obiettivo dichiarato. La sua realizzazione dipenderà da investimenti massicci, dall’acquisizione di nuove tecnologie, dall’individuazione di un acquirente affidabile e dalle risorse finanziarie effettivamente disponibili.
La realtà dei fatti
Ciò che è certo è che dal 15 novembre l’ex Ilva entra in una fase di riduzione produttiva significativa. Le batterie di cokefazione si fermano a gennaio, gli altiforni lavorano a capacità ridotta, e seimila lavoratori vanno in cassa integrazione. Questi sono i fatti concreti.
Il resto – la decarbonizzazione completa, l’acciaio green, la trasformazione in quattro anni – sono obiettivi che dovranno confrontarsi con la realtà industriale, finanziaria e tecnologica dei prossimi mesi. La capacità di tradurre gli annunci in realtà determinerà il vero futuro dello stabilimento di Taranto.

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