Oxfam, la ong che si occupa di lotta alle povertà e alle disuguaglianze sociali, ha pubblicato oggi il rapporto “Nel baratro della disugaglianza“, in cui analizza come sono cambiati i redditi – anche quelli italiani – negli ultimi anni. Il dato sintetico evidente è che negli ultimi anni i ricchi si sono arricchiti a velocità sempre maggiore a scapito della maggioranza della popolazione che invece ha visto perdere quasi il 10% del potere d’acquisto (al sud gli stipendi valgono l’8,7% in meno).
Ecco la sintesi dei risultati del lavoro di Oxfam:
Concentrazione della ricchezza
Il 5% più ricco delle famiglie italiane possiede il 49,4% della ricchezza nazionale, quasi il 17% in più rispetto allo stock detenuto dal 90% più povero. Tra giugno 2024 e giugno 2025, quasi due terzi dell’incremento annuo di ricchezza (64,2%) sono stati appannaggio del top-5%, mentre il 50% più povero ha beneficiato di appena il 4,6%.
La ricchezza dei 79 miliardari italiani è aumentata di 54,6 miliardi di euro in 12 mesi, raggiungendo 307,5 miliardi al 30 novembre 2025. In media, la ricchezza di un miliardario italiano equivale a 34 tonnellate d’oro.
Povertà assoluta stabile ma alta
Nel 2024, 5,7 milioni di persone versavano in povertà assoluta (9,8% della popolazione), con 2,2 milioni di famiglie coinvolte (8,4%). L’incidenza resta particolarmente alta nel Mezzogiorno d’Italia e nelle Isole. Tra i minori l’incidenza raggiunge il 13,8%, valore massimo della serie dal 2014.
Per le famiglie in affitto l’incidenza della povertà assoluta è quasi 5 volte più alta rispetto a quelle che vivono in abitazioni di proprietà (22,1% contro 4,7%). Nel 2024 quasi la metà delle famiglie in povertà assoluta vive in affitto.
Disparità territoriali
Le famiglie residenti nel Centro Italia e nel Sud del Paese hanno subito perdite di reddito reale superiori alla media nazionale. Tra il 2007 e il 2023, i redditi reali delle famiglie italiane si sono ridotti in media dell’8,7%, con differenze significative su base territoriale.
Il Nord d’Italia ha registrato nel decennio 2014-2024 la crescita più sostenuta delle persone in condizioni di indigenza, doppia rispetto al Mezzogiorno.
Lavoro povero e disuguaglianze salariali
Dal 2007 al 2023, le famiglie con reddito principale da lavoro autonomo hanno subito una contrazione del reddito reale del 23,8%, quelle da lavoro dipendente dell’11,4%. Tra il 1990 e il 2018, la quota di occupati a bassa retribuzione è passata dal 26,7% al 31,1%.
Il coefficiente di Gini delle retribuzioni annue lorde è passato da 0,375 nel 1990 a 0,425 nel 2018. Quasi 2/3 degli occupati a tempo parziale (65,7%) nel 2018 erano intrappolati nel part-time involontario.
Criticità delle politiche governative
Il rapporto critica le scelte del Governo Meloni: dal passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione con approccio categoriale anziché universale, alla “rottamazione quinquies” (nuovo condono fiscale), fino alle modifiche all’ISEE che penalizzano chi vive in affitto rispetto ai proprietari.
Raccomandazioni
Oxfam chiede misure di contrasto alla povertà a vocazione universale, politiche organiche per il diritto all’abitare, contrasto al lavoro nero e precario, introduzione di un salario minimo legale, riforma fiscale progressiva e introduzione di un’imposta sui grandi patrimoni.
Tag: disuguaglianza Italia, povertà assoluta, Oxfam, ricchezza, miliardari, reddito, lavoro povero, politiche sociali, fiscal drag, Assegno di Inclusione, mercato del lavoro, salario minimo, tassazione patrimoni, crisi abitativa

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