Una nuova intervista ad un ricercatore martinese, Mariano Semeraro aderente al Forum della Ricerca di Martina Franca, che è stato presentato dal professor Castellana e dall’assessore alle Attività Culturali Carlo Dilonardo
“Attualmente mi occupo di innovazione tecnologica in ambito industriale, svolgendo attività di analisi, digitalizzazione e ottimizzazione dei processi produttivi, con particolare riferimento ai paradigmi dell’Industria 4.0. Parallelamente sono impegnato nella formazione tecnica, in qualità di docente presso l’ITS Moda, dove mi occupo di insegnamenti legati all’applicazione delle tecnologie digitali nei processi di manifattura tessile”.
Dove ha compiuto i suoi studi?
- Istituto Tecnico Industriale Ettore Majorana di Martina Franca (1989)
- Politecnico di Bari (1996)
Come si è sviluppata la passione per la ricerca?
“Ho avuto l’opportunità di essere indirizzato dal Politecnico, tramite i professori Mastronardi e Refice, verso Alstom, multinazionale francese attiva nella ricerca e sviluppo di sistemi ferroviari innovativi. In tale contesto ho fatto parte di team di lavoro internazionale che hanno sviluppato soluzioni per la gestione del traffico ferroviario ad Alta Velocità, attualmente in esercizio”.
In quale campo ha concentrato la sua ricerca?
“Parallelamente al settore ferroviario, ho operato nello sviluppo di sistemi per applicazioni spaziali presso Datamat e Alenia. In seguito ho contribuito alla nascita e strutturazione, presso MerMec di Monopoli, dell’area di ricerca e sviluppo nel Segnalamento Ferroviario. Negli ultimi dieci anni la mia attività di R&D si è concentrata sull’innovazione dei processi di manifattura tessile industriale, fortemente radicati nel territorio martinese, a partire dalle richieste del comparto produttivo locale”.
Ci può descrivere alcuni dei risultati ottenuti?
“Ambito ferroviario
- Ricerca e sviluppo di sistemi di interfaccia uomo–macchina (HMI) per la guida in sicurezza dei treni ad Alta Velocità (AV), nell’ambito del progetto SABIB – ALSTOM, contribuendo alla definizione di soluzioni affidabili e utilizzate in esercizio.
- Ricerca e sviluppo di un sistema digitale di controllo delle grandi stazioni ferroviarie, presso ALSTOM, finalizzato al miglioramento della gestione del traffico, della sicurezza operativa e dell’efficienza complessiva dell’infrastruttura.
- Avvio e sviluppo, presso MerMec, del settore Segnalamento Ferroviario, con progettazione e realizzazione di una nuova piattaforma 2oo2 (two-out-of-two) caratterizzata da massimi livelli di sicurezza funzionale (SIL 4).
Ambito spaziale
- Attività di ricerca e sviluppo per applicazioni spaziali nell’ambito del progetto RADARSAT, presso Alenia, con contributi allo sviluppo di sistemi ad alta affidabilità per osservazione della Terra.
Ambito manifatturiero tessile
- Digitalizzazione completa del processo manifatturiero tessile, con copertura di tutte le fasi produttive lungo l’intero ciclo di vita del capo, ottenendo significativi miglioramenti in termini di prestazioni temporali, organizzative ed economiche, e favorendo l’innovazione del comparto industriale locale”.
Quali potranno essere i benefici della sua ricerca?
“I benefici attesi della mia attività di ricerca consistono nel favorire lo sviluppo di processi produttivi più performanti, flessibili e aderenti alle reali esigenze delle aziende, al fine di rafforzarne la competitività nel contesto del mercato attuale. Un elemento centrale è la valorizzazione dell’elevato valore aggiunto delle tradizioni artigianali della produzione locale, integrandole con strumenti tecnologici e metodologie innovative che consentano alle imprese di affrontare con successo le sfide del mercato globale”.
Quali sono i suoi interessi negli ultimi tempi?
“Negli ultimi anni i miei interessi si sono concentrati in modo significativo sulle Tecnologie Abilitanti dell’Industria 4.0 e 5.0, con l’obiettivo di supportare le realtà produttive locali nello sfruttare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. In particolare, opero per promuovere una cultura della digitalizzazione dei processi produttivi, accompagnando le imprese nel superamento di metodologie operative ormai non più adeguate all’attuale contesto industriale e favorendo modelli produttivi più efficienti, sostenibili e competitivi.”
Lei vive ed opera nel nostro territorio. Come concilia lavoro e ricerca?
“Concilio lavoro e ricerca mantenendo un forte legame con il territorio in cui vivo e opero. Nonostante negli anni si siano presentate opportunità in contesti esterni, anche molto attrattivi, ho scelto consapevolmente di investire le mie competenze nel supporto allo sviluppo produttivo locale. È una scelta che, oltre a generare valore per il territorio, mi ha restituito numerose soddisfazioni professionali e riconoscimenti”.
Consiglierebbe ad un giovane il suo percorso?
“Certamente. È ciò che faccio ogni volta che incontro un giovane che si trova ad affrontare scelte importanti in ambito universitario o professionale. Incoraggio sempre a intraprendere percorsi che coniughino competenze solide, curiosità e apertura all’innovazione, sottolineando al tempo stesso il valore dell’impegno e responsabilità personale e della capacità di adattarsi a contesti in continua evoluzione”.

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