Lupi. FDI propone una nuova legge regionale

Una proposta di legge che ha l’obiettivo di censire la popolazione lupina in Puglia ma anche di prevenire gli attacchi, incentivando economicamente i sistemi di difesa passiva, come le reti elettrificate e i cani da guardia. Ecco di seguito il comunicato stampa integrale. È importante notare che da poco il Governo ha declassato il lupo, diminuendone le tutele.

“Un piano di monitoraggio e censimento del lupo è essenziale per censire la popolazione, identificare le cause degli attacchi e promuovere la coesistenza tra fauna selvatica e le attività agricole attraverso la collaborazione delle istituzioni, della comunità scientifica e degli imprenditori oltre che dell’uomo. È possibile sviluppare strategie efficaci per la gestione della fauna selvatica e la protezione degli interessi agricoli, garantendo un futuro sostenibile per l’ecosistema pugliese. Questo lo spirito della nuova proposta di legge sulla ‘Istituzione di un piano di monitoraggio e censimento del lupo in Puglia’.

“Il Parlamento Europeo ha sostenuto la proposta della Commissione di modificare la direttiva ‘Habitat’ per allineare lo status di protezione dei lupi alla Convenzione di Berna, riducendo da ‘strettamente protetto’ a ‘protetto’. Gli Stati membri dispongono di una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi al fine di migliorare la coesistenza con gli esseri umani e ridurre al minimo l’impatto della crescente popolazione di lupi in Europa.

“Negli ultimi anni si è registrato un progressivo ritorno e una ricolonizzazione del lupo in diverse aree della Puglia, in particolare nel Parco Nazionale del Gargano, nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia e nel Sud Salento. Il lupo è notoriamente un predatore apicale che svolge un ruolo cruciale nell’equilibrio degli ecosistemi, nutrendosi principalmente di piccoli mammiferi ed in assenza, di bestiame comportando diverse problematiche all’agricoltura, agli allevatori ed ai cittadini.

“La proposta di legge si articola in sette punti. Il Piano è finalizzato alla conoscenza scientifica, alla conservazione della specie e alla prevenzione dei conflitti con le attività antropiche. Esso si applica su tutto il territorio regionale, con particolare riferimento alle aree protette nazionali e regionali e alle aree rurali e zootecniche maggiormente interessate dalla presenza della specie. Il Piano prevede censimenti annuali tramite tecniche standardizzate (fototrappolaggio); mappatura georeferenziata dei branchi e dei territori di presenza; raccolta e analisi delle segnalazioni certificate; monitoraggio dei fenomeni di ibridazione. Le attività sono coordinate dall’Assessorato regionale competente in materia di ambiente, in collaborazione con: Università pugliesi; ISPRA; Enti Parco; Carabinieri Forestali; ATC e associazioni di categoria agricole. Il Piano prevede l’istituzione di un Tavolo tecnico-scientifico regionale con funzioni consultive e di indirizzo. Il Tavolo è composto da: rappresentanti della Regione; esperti faunistici; rappresentanti del mondo agricolo e zootecnico; rappresentanti delle aree protette. Per quanto concerne le misure di prevenzione e mitigazione, la Regione deve promuovere: contributi per sistemi di difesa passiva (recinzioni elettrificate, cani da guardiania); campagne informative; protocolli rapidi per la verifica dei danni. Infine, entro il 31 dicembre di ogni anno la Giunta regionale deve trasmettere al Consiglio una relazione sullo stato della popolazione del lupo in Puglia.

“Le attività previste devono essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica regionale. Le risorse necessarie per l’attuazione di attività di monitoraggio e censimento saranno reperite attraverso fondi regionali esistenti e finanziamenti europei e nazionali dedicati alla conservazione della biodiversità.”

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