L’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo ha proceduto all’individuazione della figura dell’addetto stampa. A seguito di una selezione pubblica, è stata individuata una professionista già in pensione, come ha verificato Assostampa Puglia, il sindacato dei giornalisti, che era già intervenuta sul bando, nel quale non veniva comunicato l’importo della collaborazione. Qui è possibile leggere l’avviso originale.
Assostampa, con una nota, scrive: “Lascia sgomenti l’esito della selezione per l’incarico di addetto stampa dei Giochi Mediterraneo 2026, che si svolgeranno a Taranto, effettuata dal Comitato organizzatore. Senza entrare nel merito della correttezza formale della procedura, non si può non stigmatizzare la scelta finale, ricaduta su una giornalista pensionata settantenne, nonostante la partecipazione di numerosi e qualificati colleghi e colleghe in età lavorativa, molti dei quali precari e disoccupati. Evidentemente per chi ha valutato le candidature i Giochi del Mediterraneo non devono essere un’occasione né per valorizzare i professionisti che lavorano sul territorio né per dare qualche opportunità a chi il lavoro non ce l’ha. Senza nulla togliere alla prescelta, si è trattato di una scelta incomprensibile che mortifica i numerosi giornalisti senza un’occupazione fissa, la dimostrazione che i piagnistei sulla fuga dei cervelli dalla Puglia sono soltanto ipocrite lacrime di coccodrillo perché, alla prima occasione, non si fa altro che fornire a chi cerca lavoro un pretesto per andare via. Vista la quantità di soldi pubblici investiti nell’evento, l’Associazione della Stampa di Puglia auspica che i rappresentanti delle istituzioni intervengano per spingere il Comitato organizzatore dei Giochi a rivedere una decisione che umilia i numerosi giornalisti, giovani e un po’ meno giovani, in cerca di lavoro. È opportuno, infatti, che le risorse pubbliche siano utilizzate per dare un’occasione a chi un lavoro vero non ce l’ha e non per premiare chi, per età e status, i propri problemi occupazionali e di sostentamento li ha risolti da tempo”.
Non si è fatta attendere la risposta dell’organizzazione, con una nota che difende la scelta, sostenendo che l’età non può essere una discriminante, non rispondendo però alla questione centrale sollevata dal sindacato: la persona selezionata è pensionata.
“Il Nuovo Comitato Organizzatore dei giochi del mediterraneo Taranto 2026 ha proceduto all’individuazione dell’addetto stampa attraverso un avviso pubblico e una selezione per titoli e colloquio, affidata ad una Commissione di valutazione.
Alla procedura hanno partecipato numerosi professionisti e la candidata risultata idonea ha ottenuto il punteggio più alto sulla base dei criteri previsti dal bando.
In ogni selezione pubblica si ritiene che debbano prevalere esclusivamente il merito e la competenza richiesti, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e delle norme che vietano qualsiasi forma di discriminazione, anche legata all’età. L’obiettivo primario del Nuovo Comitato è garantire l’immediata operatività di un profilo altamente qualificato, elementi imprescindibili per un evento complesso e di portata internazionale, andando a selezionare figure dotate di comprovata esperienza e competenza.
Il Comitato, pur comprendendo le preoccupazioni del sindacato riguardo al mercato del lavoro giornalistico, respinge l’idea che la valorizzazione del merito e dell’esperienza consolidata rappresenti un’umiliazione per il territorio”.
Arriva, quindi, la risposta del sindacato Assostampa: “Con una disperata arrampicata sugli specchi, il Nuovo Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo 2026 prova a difendere l’indifendibile. Il risultato è una toppa peggiore del buco. La selezione dell’addetto stampa della manifestazione, infatti, arriva al termine di una procedura lampo, confusa e con alcuni punti da chiarire, su cui, per ragioni di trasparenza, sarebbe auspicabile un approfondimento da parte delle autorità competenti. Fin dall’inizio, infatti, l’unica preoccupazione è stata quella di fare presto, come se la selezione fosse un fastidio o potesse rappresentare un intralcio. Nel bando, cui è stata data pochissima pubblicità, è stato fissato un termine di soli 7 giorni per presentare le domande, senza peraltro prevedere né la durata dell’incarico né l’inquadramento economico e giuridico. Questi ultimi due aspetti sono stati specificati, con una nota a parte e senza modificare il bando e senza la riapertura dei termini, soltanto dopo l’intervento dell’Associazione della Stampa. Quanto alla valutazione delle richieste, non se ne conoscono i criteri né risulta che nella commissione esaminatrice fosse presente un giornalista, come avviene in tutte le selezioni pubbliche in cui si devono assumere giornalisti. A dire il vero, chi ha effettuato la selezione non si è neanche posto il problema. Chissà perché. Non è chiaro, inoltre, come mai nella graduatoria finale figurino, con tanto di punteggio e riconoscimento di idoneità, persone non iscritte all’Ordine dei giornalisti: come mai chi ha letto le carte non se ne è accorto? L’Associazione della Stampa di Puglia torna a stigmatizzare l’inopportunità di assegnare l’incarico ad una giornalista pensionata. Non si tratta di mettere in discussione esperienza e competenze acquisite, cosa peraltro mai avvenuta, ma il punto è che la scelta è inaccettabile, oltre che umiliante per quanti, nonostante abbiano titoli e capacità, non hanno un lavoro vero. Seguendo il ragionamento del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, selezioni e concorsi pubblici in Italia sarebbero vinti a mani basse soltanto dai pensionati che, quanto ad esperienza, non hanno rivali. I soldi pubblici stanziati per i Giochi di Taranto dovrebbero servire per dare opportunità, con procedure di selezione chiare e trasparenti, a chi il lavoro lo cerca, non per fornire un reddito supplementare a chi è in pensione. Spiace che al Nuovo Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo sfuggano – e viene da chiedersi il perché – concetti elementari, oltre che di buon senso.”

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