Il 54enne atleta martinese rientra alle competizioni dopo cinque anni e conquista il podio. Ora nel mirino la traversata dello Stretto di Gibilterra
Pino Carrieri non è nuovo a queste imprese. Già in passato ha fatto parlare di se per le gare endurance di nuoto in vasca o in acque libere. E dopo quasi cinque anni di assenza dalle competizioni, da qualche mese ha deciso di rituffarsi nella mischia. E per farlo ha scelto un palcoscenico internazionale: la piscina Lou di Lione dove, domenica 26 aprile, è andata in scena una gara di resistenza della durata di 12 ore.
Il via alle 9 di mattina, lo stop alle 21. E Pino, che per lunghi tratti della giornata è stato in testa, alla fine ha chiuso al secondo posto con una distanza percorsa di 33 chilometri e 396 metri. Meglio di lui solo il francese Vincent Oliveros che ha messo insieme poco più di 36 chilometri. «È stata una sfida con me stesso prima di tutto – il commento a caldo del nuotatore martinese –. Ho voluto rimettermi in gioco affrontando subito una competizione a livello internazionale proprio per cercare sin da subito stimoli importanti. E alla fine sono riuscito a chiudere in seconda posizione, cosa che mi inorgoglisce particolarmente».
54 anni, amante delle sfide estreme, Carrieri è partito dalla Puglia con obiettivi importanti: sapeva di poter fare bene. «Ho affrontato sin da subito questa gara con la consapevolezza di poterla vincere – ha proseguito – e per lunghi tratti sono stato in testa. Questo mi ha portato a stare concentrato e, soprattutto, mi ha fatto capire bene qual è il mio stato di forma attuale. E, naturalmente, anche per programmare i prossimi eventi a cui sto già pensando di dedicarmi».
Alcune pause in vasca, poi la pausa lunga solo dopo 8 ore. «Ho scelto di prolungare la permanenza in vasca per non perdere il ritmo – ha sottolineato Carrieri – e, dopo otto ore, sono rimasto all’asciutto per una mezzora. Mi sono alimentato e ho lanciato lo sprint finale». Dopo la partecipazione le idee sul prossimo futuro sono ancora più chiare: «Sto pensando di fare la prossima estate la traversata dello Stretto di Gibilterra – ha concluso Carrieri – anche se per prepararla a dovere sono certo che da qui ad allora tornerò in vasca per altre gare di resistenza. Sto studiando a quali 12 ore partecipare proprio per allenarmi».

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