Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto ieri a Lecce il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto. All’incontro, durato circa due ore e mezza, hanno partecipato i prefetti, i vertici delle procure e delle forze di polizia, i rappresentanti dei Comuni capoluogo e delle tre Province.
Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca e presidente della Provincia di Taranto, ha chiesto la convocazione di un tavolo interministeriale per Taranto: “Taranto è seduta su una polveriera”, avrebbe riferito durante la riunione a Lecce, “occorre urgentemente un tavolo interministeriale, come ho già chiesto tempo fa al ministro Urso. Non si tratta solo di implementare gli organici delle forze dell’ordine, ma occorre agire a livello sociale e culturale. L’assenza di certezze lavorative si riverbera sulle famiglie, aumentando la frustrazione e le preoccupazioni e questo poi si trasforma in disagio e insicurezza. Non possiamo più aspettare”.
Sul fronte degli organici, il Ministro ha annunciato nuove assegnazioni a partire dall’estate: “Le nuove assegnazioni, circa ventimila unità, arriveranno con il completamento dei corsi delle forze dell’ordine e saranno destinate anche alla Puglia”. Rispondendo alle critiche dei sindacati di polizia sulle carenze di personale, Piantedosi ha precisato: “Non è vero che le unità sono diminuite. Siamo riusciti a stare dietro a un turnover al cento per cento”. Eppure il sindacato dei carabinieri afferma il contrario, considerando che secondo i loro calcoli mancano fino a 18.000 militari.
Sul piano della sicurezza urbana, il Viminale propone un accordo con la Regione Puglia da 6,5 milioni di euro per potenziare i sistemi di videosorveglianza e controllo del territorio. “Cercheremo di attingere a diverse fonti di finanziamento che il ministero può mettere in campo”, ha dichiarato il ministro, che punta a coinvolgere prefetti e sindaci nella programmazione delle risorse.
Sul tema delle baby gang, Piantedosi ha sottolineato i limiti dell’azione repressiva: “La pur inevitabile azione di contrasto delle forze dell’ordine e della magistratura su questi temi non basta”. Il ministro ha proposto di estendere anche in Puglia il modello delle «palestre della legalità», già sperimentato a Napoli e Roma, con la collaborazione dei gruppi sportivi delle forze di polizia e dei Comuni. L’obiettivo, ha spiegato, non è solo “offrire un momento di intrattenimento dei giovani, ma ripristinare anche quei punti di riferimento che stanno venendo meno”. Allo studio anche l’estensione delle zone rosse urbane: “Le operazioni ad alto impatto e le zone rosse hanno preso piede perché tutti ne hanno dato un giudizio positivo”.
Sul narcotraffico, il ministro ha indicato Brindisi come uno dei principali nodi del traffico verso la Puglia e oltre Adriatico, pur escludendo scenari di emergenza: “Non viviamo situazioni particolari, ma fenomeni che è giusto ci preoccupino e che quindi ci vedano impegnati nell’azione di contrasto”.

Lascia un commento