Trivellazioni, la Regione Puglia contro il decreto “Sblocca Italia”

La Puglia dice sempre e solo no alle trivellazioni. E’ emerso dal Consiglio Regionale di questa settimana, dove maggioranza e opposizione hanno deciso di schierarsi contro il decreto “Sblocca Italia” dinanzi alla Corte Costituzionale, con l’art.38 del decreto palesemente incostituzionale per la difesa del mare”, secondo l’odg.

Una scelta che Onofrio Introna, presidente del Consiglio Regionale, ha sostenuto fortemente insieme agli esponenti politici pugliesi, in virtù del fatto che il governo Renzi preme per le trivellazioni in mare, in quanto si aprirebbero gli spiragli per nuovi posti di lavoro. “L’accelerazione impressa dal Governo Renzi alle trivelle nasce da una stima esagerata dell’effetto idrocarburi (25 mila nuovi posti di lavoro)”, fa notare Introna. Secondo dati dello stesso Ministero dello Sviluppo, il petrolio nei nostri fondali marini non supererebbe però i 10 milioni di tonnellate, pari al fabbisogno nazionale di appena 8 settimane”, afferma Introna.

Introna si esprime anche sull’art. 28, in quanto “antieconomico e certamente non decisivo per il fabbisogno energetico del nostro paese, mentre potrebbero risultare molto dannose le ricadute negative su un’industria straordinaria e in grande crescita come il turismo pugliese, ma anche su tutte le altre attività economiche legate ai mari (in Puglia sono Adriatico e Ionio, tra i più importanti ai fini della balneazione) e alle coste (oltre 800 di litorali, è la prima per estensione costiera dopo le grandi isole)”

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