E’ quello del 43enne Giuseppe Marzio, il cadavere ritrovato, nelle ultime ore, nell’agro tra Ostuni e Ceglie Messapica, in contrada San Benedetto, nei pressi di Masseria Traetta. Il corpo dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato scoperto all’interno di una Y10 nel tratturo di accesso all’abitazione di campagna dei suoceri della vittima, dove l’uomo, titolare di una palestra nella città bianca, risiedeva assieme alla moglie e ai suoi tre figli di 11 e 8 anni e, il più piccolo, di 20 mesi. Sul corpo ferite da arma da fuoco, con ogni probabilità, causate da un fucile a pompa. Immediatamente circoscritta la scena del crimine dalle forze dell’ordine. Sul posto, gli agenti di polizia del Commissariato di Ostuni, guidati dal dirigente, Francesco Angiuli, che stanno conducendo le indagini, e i Carabinieri della Compagnia di Fasano, insieme agli uomini della scientifica dei reparti di Ostuni e Brindisi (nella foto in basso, di Flavio Cellie) subito impegnati ad effettuare tutti i rilievi del caso sotto lo sguardo vigile del pm di turno, la dottoressa Chimienti.
La pista seguita è quella dell’agguato, forse per un regolamento di conti. Secondo una prima, possibile ricostruzione dei fatti, ad attendere la vittima potrebbero essere stati in due o in tre, nascosti dietro ad un muretto a secco. Avrebbero atteso, questa notte, il passaggio dell’uomo a bordo dell’auto e fatto fuoco. I primi colpi, uno dei quali ha raggiunto anche il cofano anteriore della Y10, potrebbero non essere stati mortali e questo avrebbe permesso alla vittima di proseguire per qualche decina di metri ancora la sua corsa sino in fondo al viale dove poi sarebbe stato raggiunto e colpito a morte al capo e in piena faccia. A scoprire il corpo senza vita di Marzio è stata, questa mattina, intorno alle otto, la moglie dell’uomo, che ha subito allertato il Commissariato.
Nell’aprile scorso proprio Marzio fu individuato come l’autore, insieme a un complice, di un attentato dinamitardo ai danni di una villetta a Soleto, di proprietà di un pensionato di 77 anni di Galatina, Salvatore Lanzillotti, originario di Carovigno. Un attentato che sarebbe stato compiuto con una bombola a gpl, la cui deflagrazione provocò gravissimi danni all’abitazione causando però anche delle ferite e delle ustioni sul corpo e sul capo dello stesso Marzio, che fu quindi accompagnato e lasciato dinanzi al pronto soccorso del Perrino di Brindisi. Furono proprio le tracce ematiche di Marzio, lasciate nel giardino della villa, ad incastrare l’attentatore, oggi finito a colpi di fucile nella campagne di Ostuni.
Proseguono le indagini, per risalire agli autori e al movente dell’agguato mortale.
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