Impianto di depurazione delle acque reflue del centro abitato in tilt a causa dell’abusivo smaltimento, nella rete fognaria cittadina da parte di qualche oleificio o autospurgo, delle acque di morchia cioè dei liquidi rivenienti dalla molitura delle olive.
Per evitare di pagare il trasporto e lo spandimento di questa sostanza sugli appositi terreni agricoli (segnalati ad inizio di stagione olearia) o incaricare gli autospurgo costretti, per legge, a dover conferire questi liquidi “particolari” presso le apposite vasche del depuratore (col pagamento di una tariffa), gli operatori degli oleifici, in modo illegale, riversano nella fogna cittadina questi liquidi emersi dopo la estrazione dell’olio.
Gli addetti dell’impianto depurativo, in contrada Santa Crooce, visto che il trattamento dei liquami non ha efficacia per l’abbondante presenza delle acque di molitura delle olive, sono costretti a fermare l’impianto e a svuotare in mare tutto il quantitativo delle vasche provocando inquinamento marino e ambientale.
Una immissione abusiva di queste sostanze inquinanti va a compromettere l’equilibrio dei processi che sono alla base dei trattamenti biologici e fisici degli impianti depurativi con conseguenze negative sul normale funzionamento dell’impianto di depurazione e nei riguardi dei sistemi ricettori finali.
Si spera che gli organismi competenti provvedano ad effettuare una maggiore serie di controlli, soprattutto nottetempo quando qualche auto spurgo o cisterna di privati, indisturbati e favoriti dall’oscurità, riversano i liquidi di morchia in qualche tombino della fogna nera cittadina creando poi il problema quando questi liquidi arrivano nelle vasche del depuratore.

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