“Morte per carbonizzazione” è stato il verdetto emerso dall’autopsia completa che è stata fatta ieri dal medico legale, dr. Antonio Carusi (su incarico del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Giuseppe De Nozza) sui resti delle tre donne: Vittoria D’Errico di 47 anni; sua madre, Angela Nardelli di 86 anni della frazione fasanese di Speziale e la loro amica, Anna Custodero, 53enne di Montalbano.
Una morte orribile, tremenda in quanto dagli esami autoptici è emerso che le donne non avevano traumi come fratture ma sia nelle trachee che nei polmoni, tracce di fumo, bruciature. Alcuni organi erano completamente carbonizzati ma questo non ha impedito di poter effettuare una ricognizione accurata dei corpi delle tre donne.
Una serie di accurate analisi che il dr. Carusi, alla presenza di un perito medico di parte nominato dal conducente dello scuolabus, il 40enne, Giuseppe Pedone di Castellana Grotte, ha svolto nel corso delle 5 ore e mezza di autopsia presso le sale autoptiche del cimitero di Ostuni dove sono state ricomposte le salme delle tre donne.
E’ stato prelevato quanto necessario ad effettuare l’esame del Dna di ognuna delle tre donne anche se, si è effettuata una identificazione in quanto i familiari hanno prodotto delle lastre, dei certificati e ogni indicazione per arrivare ad identificare ognuna delle salme: la lastra della protesi al femore per l’anziana; una per la protesi dentaria della Custodero e altro per la D’Errico. Sia pure questo, il dr. Carusi procederà agli esami del Dna che dovranno essere pronti tra circa una settimana ma lo stesso medico legale, nella giornata odierna riferirà al magistrato che deciderà se attendere il referto dagli esami o autorizzare i familiari ai funerali anche se bisognerà accertare chi era alla guida della vettura e quale fossero le posizioni occupate dalle tre donne nell’abitacolo (indicazioni necessarie per l’assicurazione).
L’intero fascicolo prodotto dalla Polizia Municipale di Ostuni sull’incidente stradale mortale (e firmato dal comandante del corpo, il magg. Francesco Lutrino e dal tenente, Quirico D‘Aversa), è stato esaminato ha ritenuto fare sia per fare chiarezza sul riconoscimento dei corpi carbonizzati e sia per cercare di appurare
Una triste e terribile vicenda che ha gettato nel lutto le comunità di Speziale, Montalbano e Fasano ma che ha destato grande cordoglio anche in Ostuni che, da decenni, vede molto suoi concittadini perdere la vita su quella trafficatissima, pericolosissima e nefasta arteria stradale.
Le tre vittime si stavano recando a Carovigno per far sottoporre la 86ednne, Angela Nardelli, ad una visita medica e, verso le ore 9 e 10 di venerdì scorso, sulla provinciale Ostuni-Fasano, al km. IV/875 e in prossimità del pericolosissimo incrocio a raso dove la strada comunale per contrada Spagnulo s’innesta sulla provinciale, si è verificato l’incidente e, a quanto pare, la Fiat Panda, sembra sia stata tamponata dallo scuolabus.
Le cause sono da accertare da parte del magistrato e della Polizia Municipale, ma il fatto certo è che la Fiat Panda di colore giallino, sarebbe entrata in collisione con lo scuolabus, Fiat Iveco Dailly, che da Locorotondo, via Fasano era diretto come ogni giorno, all’istituto della “Nostra Famiglia” di Ostuni con a bordo 4 bambini diversamente abili e su carrozzina oltre all’accompagnatrice. Nel violento impatto tra i due mezzi, l’autovettura è sbandata e girandosi su se stessa, ha urtato su un muretto a secco di bordo strada, abbattendolo e terminando cappottata nel sottostante terreno agricolo. Dopo essersi ribaltata, la vettura è avvolta dal fumo e poi dalle fiamme e la tragedia si è consumata in pochi istanti. L’incendio non ha dato scampo alle tre donne che erano all’interno della vettura e che sono rimaste intrappolate tra le lamiere contorte della Panda “coricata” sul lato destro, del passeggero morendo carbonizzate.
Emilio Guagliani

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