Addio Salamina. Ma non per il parcheggio

MARTINA FRANCA – Raccontiamo questa storia di domenica mattina perchè ci piacerebbe che l’argomento Centro storico non si riducesse ad un Consiglio comunale, ma fosse sviscerato così tanto a fondo da sentirne la puzza, e andare oltre. Ecco perchè raccontiamo la storia della Boutique Salamina, che non esiste più, un pezzo di storia in piazza Immacolata (o piazza Plebiscito) che tra il 2012 e il 2013 ha deciso di chiudere. Anzi, possiamo dire che è un pezzo di storia dell’intera economia martinese non esiste più, senza retorica, fatta fuori dalla crisi, dalle difficoltà di una classe imprenditoriale di creare alternative, dalla mancanza di lungimiranza della classe politica (sindaci, senatori e consiglieri, di oggi e di ieri).

Un esercizio commerciale, un’attività economica che chiude non è mai una buona notizia, qualunque essa sia. Perchè vuol dire che qualcuno perde il lavoro, che il territorio perde un pezzetto di ricchezza.

Raccontiamo questa storia, perchè si faccia finalmente chiarezza che non è possibile che l’economia di un pezzo di territorio, quello più ricco, che offre già senza far nulla una considerevole dose di attrazione, dipenda dal posto auto. Non solo non ci crediamo, ma consideriamo che affermarlo non sia altro che un alibi per distrarre. Già nel 2004 i commercianti, inventandosi la provocazione del parcheggio sullo Stradone, hanno sollevato il problema del futuro del Centro storico, richiamando la classe politica alla responsabilità di guidare il la città verso il futuro, volente o nolente.

Altro che parcheggio. Quando chiediamo a Vincenzo Salamina, ultimo della famiglia a gestire il negozio, il motivo della chiusura, ci risponde che non è assolutamente un problema di automobile ma, secondo lui, di disinnamoramento dei martinesi nei confronti del Centro storico. Ovvero, invece di considerarlo una risorsa, lo consideriamo un problema, con annessi e connessi. Per esempio:

La possibilità di camminare a piedi / La mancanza di parcheggio.

La possibilità di fare una passeggiata con i bambini / La mancanza di parcheggio.

Il silenzio / La mancanza di parcheggio.

La sicurezza di non essere investiti / La mancanza di parcheggio.

La Boutique Salamina chiude, quindi, dopo oltre centodieci anni di esistenza, per una serie di fattori che coinvolgono soprattutto la crisi del settore abbigliamento, che si è sviluppata all’interno di una più generale crisi dei consumi, dovuta all’abbassamento del potere d’acquisto delle famiglie, causato a sua volta da crisi lavorative, speculazioni finanziarie e fattori ampiamente prevedibili (e comunque di squisita natura umana).  Poi, è vero, la collocazione influisce, ma non è utilizzata, come abbiamo visto, come risorsa, bensì come problema, assecondando costumi (“usanze” direbbe qualcuno) non proprio virtuosi.

L’emergenza rimane, perchè il rischio è doverne parlare tra altri otto anni, davanti a cumuli di pietra.

 

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Commenti

10 risposte a “Addio Salamina. Ma non per il parcheggio”

  1. Avatar Pino Bonasia
    Pino Bonasia

    Credo di capire lo stato d’animo di Salamina, anch’io tre anni fa ho chiuso la mia attività di Fotografo allocata all’esterno del Palazzo Ducale. Con Salamina abbiamo condiviso molte lotte al fine di far leggere alla città che il Centro Storico è una risorsa e non un problema. Purtroppo in quegli anni chiudevano una miriade di negozi, due librerie, attività artigianali. Noi chiedevamo solo un progetto città che avesse una visione a venti/ trenta anni, solo così avremmo potuto sopportare anche dei sacrifici per raggiungere quella meta, non chiedevamo, invece una lista della spesa che risolve poco o niente a breve termine, ed inoltre, era ed è solo normale amministrazione, . Ma abbiamo sempre avuto degli amministratori miopi, l’unica cosa che forse vedevano a lungo termine era la propria posizione politica di ancoraggio alla poltrona. Oggi, credo, che si possa cominciare ad avere fiducia in una amministrazione che vuole dare corso alla predetta visione a lungo termine, ma il vero problema, è il rischio e che il malato gli possa morire fra le braccia prima di avere trovato la cura.

  2. Avatar Pino Bonasia
    Pino Bonasia

    Credo di capire lo stato d’animo di Salamina, anch’io tre anni fa ho chiuso la mia attività di Fotografo allocata all’esterno del Palazzo Ducale. Con Salamina abbiamo condiviso molte lotte al fine di far leggere alla città che il Centro Storico è una risorsa e non un problema. Purtroppo in quegli anni chiudevano una miriade di negozi, due librerie, attività artigianali. Noi chiedevamo solo un progetto città che avesse una visione a venti/ trenta anni, solo così avremmo potuto sopportare anche dei sacrifici per raggiungere quella meta, non chiedevamo, invece una lista della spesa che risolve poco o niente a breve termine, ed inoltre, era ed è solo normale amministrazione, . Ma abbiamo sempre avuto degli amministratori miopi, l’unica cosa che forse vedevano a lungo termine era la propria posizione politica di ancoraggio alla poltrona. Oggi, credo, che si possa cominciare ad avere fiducia in una amministrazione che vuole dare corso alla predetta visione a lungo termine, ma il vero problema, è il rischio e che il malato gli possa morire fra le braccia prima di avere trovato la cura.

  3. Avatar Agostino Quero
    Agostino Quero

    Bravo per avere raccontato questa storia. Ne scriverò domani, in senso generale. Una anticipazione, se mi è consentita: quella boutique chiude ora. In epoca di rinnovamento (a chiacchiere). La prima forma di rinnovamento è essere convincenti nei confronti della gente: essere d’esempio. Ma come tu sai, quando abbiamo raccontato di una deteriore iniziativa con lo stemma del Comune, palesata nel centro storico (bell’esempio), il sindaco disse che aveva problemi più seri. Eccoli.

  4. Avatar Agostino Quero
    Agostino Quero

    Bravo per avere raccontato questa storia. Ne scriverò domani, in senso generale. Una anticipazione, se mi è consentita: quella boutique chiude ora. In epoca di rinnovamento (a chiacchiere). La prima forma di rinnovamento è essere convincenti nei confronti della gente: essere d’esempio. Ma come tu sai, quando abbiamo raccontato di una deteriore iniziativa con lo stemma del Comune, palesata nel centro storico (bell’esempio), il sindaco disse che aveva problemi più seri. Eccoli.

  5. Avatar Vincenzo Salamina
    Vincenzo Salamina

    Grazie Massimiliano ArtDiciotto Martucci per la sensibilità dimostratami nel tuo articolo. si, sono convinto che sia riduttivo limitare la problematica al solo parcheggio. due sono stati, a mio avviso, i fattori scatenanti del degrado. il primo è da attribuirsi alle passate amministrazioni, che si sono succedute negli ultimi 20 anni, CIECHE e SORDE alle evidenti ed urlanti richieste degli abitanti e dei commercianti della zona; il secondo alla conseguente “disaffezione” del cittadino che, dimentico del fatto che è Questi è la sua casa, preferisce invitare gli ospiti della città ad ammirare più le strade della Martina “nuova” che quelle della storia e della cultura.
    Credo, inoltre, che si dovrebbe dare ancor di più, motivazioni al martinese e non, per tornare ad amare il salotto della città.
    Massimiliano, hai intitolato l’articolo “addio Salamina……….” ……….
    io sono qui, e se posso, da figlio del centro storico, desidero continuare con te, e con tutti coloro che amano questa zona, a tenere vivo il “cuore” di Martina Franca.

  6. Avatar Vincenzo Salamina
    Vincenzo Salamina

    Grazie Massimiliano ArtDiciotto Martucci per la sensibilità dimostratami nel tuo articolo. si, sono convinto che sia riduttivo limitare la problematica al solo parcheggio. due sono stati, a mio avviso, i fattori scatenanti del degrado. il primo è da attribuirsi alle passate amministrazioni, che si sono succedute negli ultimi 20 anni, CIECHE e SORDE alle evidenti ed urlanti richieste degli abitanti e dei commercianti della zona; il secondo alla conseguente “disaffezione” del cittadino che, dimentico del fatto che è Questi è la sua casa, preferisce invitare gli ospiti della città ad ammirare più le strade della Martina “nuova” che quelle della storia e della cultura.
    Credo, inoltre, che si dovrebbe dare ancor di più, motivazioni al martinese e non, per tornare ad amare il salotto della città.
    Massimiliano, hai intitolato l’articolo “addio Salamina……….” ……….
    io sono qui, e se posso, da figlio del centro storico, desidero continuare con te, e con tutti coloro che amano questa zona, a tenere vivo il “cuore” di Martina Franca.

  7. Avatar residente anonimo della citta' con figli disoccupati !
    residente anonimo della citta’ con figli disoccupati !

    Grazie Massimiliano,da tutti che hanno tenuto fiducia, con poco speranza, in una citta’ sotto assedio, da anni. Sotto assedio non solamente dalla crisi economico ma dalla mancanza di interesse o volunta’ dal parte della politica locale. Gli amministrazioni comunali, senza eccezioni, hanno fatto quasi niente per salvare il nostro centro storico, ormai da cinquant’ anni.
    Forse ci sono piu’ soldi da fare, in costruendo i palazzi brutti di cemento, che strozzano la citta’ oggi ? Forse hanno pensato che il centro storico nostro non valeva la pena salvare? Forse pensavano che sarebbe meglio crearne un tipo di discarica umana, dove depositare i piu’ poveri e dimenticati della nosra communita’?
    certamente, quando guardiamo i condizioni in cui vivono molti di questa povera gente, nonnostante i tanti impiegati del Comune, con la risponsabilita’ di controllare lo stato degli abitazioni in zona, si capisce bene cosa ne pensano i politici e l’amministrazione Comunale, da vero, del nostro centro storica.
    Peccato Vincenzo che non vivevi in Ostuni o Locorotondo……………………..

  8. Avatar residente anonimo della citta' con figli disoccupati !
    residente anonimo della citta’ con figli disoccupati !

    Grazie Massimiliano,da tutti che hanno tenuto fiducia, con poco speranza, in una citta’ sotto assedio, da anni. Sotto assedio non solamente dalla crisi economico ma dalla mancanza di interesse o volunta’ dal parte della politica locale. Gli amministrazioni comunali, senza eccezioni, hanno fatto quasi niente per salvare il nostro centro storico, ormai da cinquant’ anni.
    Forse ci sono piu’ soldi da fare, in costruendo i palazzi brutti di cemento, che strozzano la citta’ oggi ? Forse hanno pensato che il centro storico nostro non valeva la pena salvare? Forse pensavano che sarebbe meglio crearne un tipo di discarica umana, dove depositare i piu’ poveri e dimenticati della nosra communita’?
    certamente, quando guardiamo i condizioni in cui vivono molti di questa povera gente, nonnostante i tanti impiegati del Comune, con la risponsabilita’ di controllare lo stato degli abitazioni in zona, si capisce bene cosa ne pensano i politici e l’amministrazione Comunale, da vero, del nostro centro storica.
    Peccato Vincenzo che non vivevi in Ostuni o Locorotondo……………………..

  9. Avatar anonimo
    anonimo

    Carissimi Martinesi il problema è sociale una popolazione tutta per se arrogante ignorante e maleducata ( la conferma viene dal turismo scappano via ) triste e anche vergognoso ! abbiamo ereditato questi valori la nuova generazione è vittima di tutto questo disastro sociale !!!
    dobbiamo cambiare prima noi stessi essere cordiali gentili sorridenti, e fidarsi del prossimo tuo come te stesso ( non sono un prete) quando ci sentiremo preparati con noi stessi riusciremo insieme ad arrivare al successo!
    il mondo del lavoro è cambiato radicalmente da soli si arriva al fallimento mentre insieme nei vari settori si può ancora fare tanto ….collaboarare insieme crea una forza personale ma sopratutto ci si sente ricchi di rispetto umano !
    uniamoci e affrontiamo i problemi insieme è l’unica speranza che ci rimane per la nostra vita e quella dei figli!
    è facile dire quando le cose vanno bene è merito mio!
    quando le cose vanno male è colpa d’altri !

    un abbraccio a tutti i martinesi

  10. Avatar anonimo
    anonimo

    Carissimi Martinesi il problema è sociale una popolazione tutta per se arrogante ignorante e maleducata ( la conferma viene dal turismo scappano via ) triste e anche vergognoso ! abbiamo ereditato questi valori la nuova generazione è vittima di tutto questo disastro sociale !!!
    dobbiamo cambiare prima noi stessi essere cordiali gentili sorridenti, e fidarsi del prossimo tuo come te stesso ( non sono un prete) quando ci sentiremo preparati con noi stessi riusciremo insieme ad arrivare al successo!
    il mondo del lavoro è cambiato radicalmente da soli si arriva al fallimento mentre insieme nei vari settori si può ancora fare tanto ….collaboarare insieme crea una forza personale ma sopratutto ci si sente ricchi di rispetto umano !
    uniamoci e affrontiamo i problemi insieme è l’unica speranza che ci rimane per la nostra vita e quella dei figli!
    è facile dire quando le cose vanno bene è merito mio!
    quando le cose vanno male è colpa d’altri !

    un abbraccio a tutti i martinesi

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