Per conoscere il referto completo occorrerà attendere il termine della complessa e accurata operazione di analisi effettuata dal medico legale, il dottor Antonio carusi ma un elemento importante emerge già dall’autopsia effettuata ieri sera sul corpo di Giuseppe Marzio, il 43enne ostunese freddato a colpi di fucile nella notte tra lunedì e martedì mentre, a bordo della sua Y10, stava facendo ritorno a casa. Un agguato, messo a segno da ignoti killer (almeno due secondo gli inquirenti) a pochi metri di distanza dall’abitazione di contrada San Benedetto (nell’agro tra Ostuni e Ceglie Messapica) dove l’uomo, titolare di una palestra di arti marziali, abitava con sua moglie e i suoi tre figli di 11, 8 anni e di 20 mesi.
Dall’esame autoptico emergerebbe quanto già si era sospettato sin dall’inizio, ovvero che il colpo mortale che ha colpito Marzio in pieno volto, sia stato esploso da distanza ravvicinata. Dunque chi ha ucciso, ha atteso la sua vittima nascosto probabilmente dietro il muretto a secco che delimita il tratturo d’ingresso percorso dalla Y10 di Marzio. Un primo colpo avrebbe raggiunto il cofano anteriore dell’auto, il secondo, dal finestrino del posto di guida, avrebbe attinto Marzio in piena faccia. Un colpo mortale.
Le indagini, coordinate dal pm, la dottoressa Iolanda Chimienti, e condotte dagli agenti del Commissariato di
Ostuni, guidati dal dirigente Francesco Angiuli, seguono diverse piste: regolamento di conti, vendetta trasversale. Si scava nel passato di Marzio. Personaggio già noto alle forze dell’ordine, nell’aprile scorso fu individuato come l’autore, insieme a un complice, di un attentato dinamitardo ai danni di una villetta a Soleto, di proprietà di un pensionato di 77 anni di Galatina, Salvatore Lanzillotti, originario di Carovigno. L’esplosione causò però anche delle ferite e delle ustioni sul corpo e sul capo dello stesso Marzio, che fu quindi accompagnato e lasciato dinanzi al pronto soccorso del Perrino di Brindisi.
Le tracce lasciate da Marzio fecero risalire a lui gli inquirenti che ora indagano per capire se proprio questo episodio possa in qualche modo essere collegato all’omicidio. Così come si indaga sulle frequentazioni attuali del 43enne negli ambienti della malavita locale. Cos’è accaduto quella notte tra lunedì e martedì? E perché Marzio avrebbe scelto una strada secondaria, più nascosta, per tornare a casa?
Interrogativi che devono ancora trovare una risposta.

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