Giuseppe Di Meo non è più l’allenatore del Martina. La dichiarazione arriva un’ora dopo la partita pareggiata per 0-0 con la Vigor Lamezia, quando la dirigenza biancazzurra si è presentata compatta nella sala stampa del “Tursi” dopo essersi spesa per placare gli animi dei sostenitori accalcati all’esterno dell’impianto di via della Sanità.
«È la pagina più triste da quando abbiamo iniziato questo percorso – ha esordito il presidente Muschio Schiavone –. Dobbiamo rispettare la democraticità della tifoseria che anche nella contestazione ha rispettato l’operato di questa società. Per novanta minuti i tifosi hanno sostenuto la squadra e hanno contestato la stessa e il mister solo al termine dell’incontro, sempre in modo civile e senza nessun tafferuglio. Proprio basandoci su un senso di responsabilità condiviso, attendiamo le decisioni di mister Di Meo in merito a sue eventuali dimissioni. Nel caso in cui queste non arrivino chiederemo di rescindere il suo rapporto con questa società».
La discussione si è poi spostata sul lato prettamente tecnico. «In tutti quanti i calciatori c’è un senso di paura e il mister non è riuscito, nelle ultime settimane, a trovare i rimedi giusti per invertire la rotta – ha proseguito il numero uno di via Fighera –. Il Martina ha un’ottima squadra, io ne sono convinto, e può ancora giocarsela per i playoff. Noi abbiamo cinque giocatori in uscita, non appena riusciremo a chiudere i loro contratti saremo pronti ad agire sul mercato per rinforzare la squadra, tutto sempre tenendo presente la sostenibilità del progetto».
Bruni, Crimaldi, Crescente, Lattanzio e Falagario presto non saranno più giocatori del Martina; resta in sospeso la situazione riguardate Leuci, oltre che il nome del nuovo allenatore, di cui ha parlato il direttore generale Petrosino: «Il giocatore attualmente si sta allenando a parte, lontano dal gruppo perché ci ha chiesto alcuni giorni di pausa dopo quanto accaduto – ha spiegato –. È inutile scendere nel pettegolezzo perché sino ad ora si è scesi troppo spesso in questo. La società valuterà la situazione e deciderà prossimamente. Per quanto concerne la scelta fatta in merito a Di Meo, per ora l’unica decisione presa è il cambio in panchina. Non eravamo pronti a una scelta simile perché eravamo certi di vincere e andare avanti con il tecnico invece ci ritroviamo ad affrontare questa situazione e chiaramente abbiamo bisogno di tempo per decidere. È prematuro, ora, parlare di nomi perché per ora non scartiamo nessuna ipotesi».
Sulla squadra si è soffermato il vice presidente Favia: «Con questa scelta ora i ragazzi non possono avere altre scuse – ha affermato il dirigente barese –. Purtroppo a pagare le conseguenze è spesso l’allenatore, ma la colpa non è esclusivamente del mister ma anche di chi va in campo. Ci aspettavamo un riscatto e non una prova come quella di oggi. La società, comunque, punta sempre alle parti alte della classifica e non si farà scalfire da questo momento di crisi».
La chiusura, dura, affidata alle parole di Antonio Scialpi, a nome della Puglia termica che è attualmente lo sponsor ufficiale: «Se la società non fosse intervenuta scegliendo di allontanare il tecnico – ha detto – come azienda eravamo ponti a tirarci indietro e chiudere la nostra collaborazione con la società».

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